Taglio degli stipendi dei deputati, nuovo scontro all’Ars

Tensione alle stelle tra i partiti sulla spending review. Braccio di ferro sull’ancoraggio delle retribuzioni a quella dei senatori

PALERMO. Taglio degli stipendi ai deputati di Palazzo dei Normanni? È ancora alta la tensione all'Ars attorno al recepimento del decreto Monti. È quanto trapela da un incontro informale convocato mercoledì sera dal presidente Giovanni Ardizzone nel suo ufficio, a Palazzo dei Normanni, con un gruppo di parlamentari di maggioranza e opposizione per affrontare la questione della spending review. Una riunione, riferiscono alcuni deputati presenti all'incontro, molto tesa, a tratti dai toni accesi. Alcuni parlamentari avrebbero abbandonato la riunione quando la tensione si è fatta quasi insostenibile. Ardizzone avrebbe ribadito quello che ripete ormai da settimane: il decreto Monti va applicato dal primo gennaio del 2014. Ma a Palazzo una norma c'è già, è quella esitata dalla commissione speciale presieduta da Riccardo Savona dopo le dimissioni di Antonello Cracolici.
Nel testo della commissione speciale non si fa alcun cenno al decreto Monti e i tagli ai costi della politica sono orizzontali, pari al 20% sia per gli onorevoli sia per la burocrazia. Ciò vale anche per le indennità dei deputati. E qui sta il nodo. Il decreto Monti fissa un tetto pari a 11.200 euro lordi al mese, mentre la norma della commissione speciale sul fronte del «trattamento economico dei deputati regionali» prevede un agganciamento a Palazzo Madama «nella misura pari all'80 per cento» dello stipendio dei senatori. Cosa si intenda per "trattamento" non è dato sapere. Di certo saranno comprese l'indennità, la diaria e il rimborso per le spese di viaggio. Come minimo, quindi, la base da cui si parte per calcolare il futuro stipendio dei deputati regionali è di circa 16 mila euro lordi al mese, che ridotti del 20 per cento fanno 12.800 euro. Questo dovrebbe essere lo stipendio lordo massimo degli inquilini di Sala d'Ercole. Peccato però che il decreto Monti fissi il tetto a 11.100 euro lordi.
Durante l'incontro il Pd, con Baldo Gucciardi, ha ribadito la necessità di recepire il decreto Monti così com'è: «Un deputato siciliano non può guadagnare più di un consigliere di un'altra Regione. Se si continua ad equiparare lo stipendio dei deputati a quelli dei senatori la Sicilia continuerà ancora una volta ad essere l'Eldorado della politica». Per il Megafono, invece, «l'ancoraggio con il Senato deve rimanere» spiega l'onorevole Giovanni Di Giacinto.

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