Sicilia, Archivio

Gela, sequestro di beni da 800 mila euro al boss Giuseppe Alferi

GELA. Beni per un valore di 800 mila euro, riconducibili al boss mafioso di Gela, Giuseppe Alferi, di 50 anni, sono stati sequestrati dalla polizia in esecuzione di un decreto emesso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale i Caltanissetta. I sigilli sono stati apposti a quattro appezzamenti di terreno, un edificio di più piani e una casa rurale, un'autovettura Mercedes Classe A; un «fuoristrada» Mitsubishi Pajero e due autocarri Iveco. Le indagini patrimoniali che hanno portato al sequestro dei beni ritenuti di provenienza illecita sono state effettuate dalla squadra mobile di Caltanissetta.  Giuseppe Alferi (soprannominato U Ierru, cioè il ferro), è un pluripregiudicato per delitti contro il patrimonio e per associazione a delinquere di stampo mafioso, attualmente in stato di detenzione. Fu arrestato a gennaio, insieme con altre 27 persone, nell'ambito dell'operazione antimafia «Inferis». È ritenuto dagli inquirenti a capo di una agguerrita banda che opera autonomamente ma contiguo a «Cosa Nostra». Molto variegato il campo delle attività criminali al quale si è dedicato il suo gruppo: estorsioni, furti, incendi dolosi, usura. La banda Alferi passava facilmente da un reato all'altro: dall'imposizione del prezzo della frutta (soprattutto angurie, nel periodo estivo) con illecita concorrenza, violenza e minaccia, all'imposizione a commercianti e artigiani della consegna di materiali ferrosi divario tipo, come scarto, all'occupazione abusiva (ed alla successiva vendita) di case popolari.

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