Punteruolo rosso all’attacco a Caltanissetta, centinaia di palme da abbattere

La ditta Gelso incaricata di monitorare la situazione ha proceduto ai primi interventi

CALTANISSETTA. Il punteruolo rosso comincia a fare strage di verde. Quasi tutte le palme del capoluogo, almeno quelle su aree pubbliche, sono state aggredite dal temibile parassita da obbligare il Comune a correre immediatamente ai ripari prima che sia troppo tardi. Già le prime palme sono state abbattute in via Kennedy e viale della Regione. Le prime due nell'aiuola che delimita l'incrocio con via Elena. Stessa sorte ieri mattina per quella a due passi dal comando della polizia municipale. Alta una decina di metri aveva più di sessanta anni. Devastata dal punteruolo ieri la ditta Gelso incaricata di monitorare la situazione in tutta la città ha proceduto al suo abbattimento. In mezza giornata è scomparsa la palma-simbolo della zona. Un'altra palma, sempre ieri, è stata rasa al suolo in viale della Regione in un'aiuola antistante il costruendo palazzo della legalità, ma adesso si teme per le altre bellissime palme che adornano il prospetto dell'Istituto «Testasecca». Due sono state attaccate pesantemente dal parassita e dovranno essere abbattute per le altre è iniziata una «cura» per poterle salvare. È allarme in tutta la città. «Consiglio ai cittadini - ha dichiarato Aldo Gelso, esperto in materia - di non potare le palme e di lasciarle con i rami secchi. Il parassita attacca dove il taglio fresco fa fuoruscire la linfa. È un errore da evitare». Rischiano di diventare poltiglia palme centenarie del capoluogo ormai parte integrante dell'arredo urbano e, stranamente, non corrono rischi le due decisamente maestose di piazzetta Tripisciano dalle quali due anni era partito l'allarme. E non corrono pericolo neanche le palme di villa Cordova. Il Comune si sta muovendo concretamente per salvare il salvabile, l'obiettivo è salvare il cinquanta per cento di quelle esistenti, una impresa quasi disperata. E fanno decisamente impressione angoli di città dove prima campeggiavano le palme oggi nudi e disadorni. Basta guardare in via Leone, in via Kennedy o al cimitero fra le prime zone cittadine a subire l'azione distruttiva del parassita. IL fenomeno, a quanto sembra, si è manifestato due anni a Favarella bassa, per poi estendersi al cimitero, Santa Barbara e contrada Bulgarella, adesso è parecchio nelle zone del Firrio, Santo Spirito e a Pian del Lago. Questo per quanto riguarda le aree pubbliche. Per quelle private si sa poco o nulla. "Il punteruolo - ha aggiunto Aldo Gelso- ha una incubazione di almeno tre mesi e quando si manifesta è troppo tardi. Sono stato recentemente in Spagna dove si sta registrando davvero una strage, stessa a cosa a Napoli, Palermo, l'area del mediterraneo. IL fenomeno è arrivato anche in Thailandia". Per capire se una palma è stata attaccata basta guardare la cima. Se è sparita e i rami laterali sono reclinati, è il sintomo ben preciso della puntura del parassita che attacca abitualmente i maschi della pianta. E i due che dovranno essere abbattuti davanti al «Testasecca» sono alberi maschi. L'abbattimento di una palma comporta una spesa non inferiore a cinquecento euro.

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