Formazione, la giunta approva il piano Al Ciapi di Priolo via a mille assunzioni

I nuovi contratti riguardano i dipendenti degli enti finiti nelle inchieste giudiziarie. Le sedi non cambieranno

PALERMO. Piano approvato dalla giunta, i dipendenti degli enti di formazione rimasti esclusi dai finanziamenti possono essere trasferiti al Ciapi di Priolo. Almeno mille persone verranno assunte nei prossimi giorni dalla struttura di proprietà della Regione e altre 500 potrebbero essere trasferite nelle prossime settimane da altri enti in difficoltà finanziarie.
La giunta Crocetta ha approvato lunedì notte la delibera proposta dall’assessore Nelli Scilabra. Il piano prevede di far gestire al Ciapi di Priolo i corsi per circa 5.700 allievi che erano stati assegnati agli enti poi finiti in inchieste giudiziarie o espulsi dal sistema a causa di ritardi nel pagamento dei dipendenti o irregolarità nella gestione dei fondi pubblici: Anfe di Catania ed Enna, Anfes, Ancol, Aiprig, Aram, Eureka, Iraps, Ial, Informhouse, Lumen e Isvire.
Il personale di questi enti passerà al Ciapi ma non cambierà sede di lavoro. Lo Ial ha sedi in tutta la Sicilia mentre la maggior parte degli enti finiti sotto inchiesta si trova fra Catania, Messina, Palermo ed Enna. Il Ciapi si limiterà a gestire i corsi lasciandoli nelle città in cui avrebbero dovuto svolgersi normalmente. La struttura di Priolo, omonima ma diversa dal Ciapi di Palermo coinvolto nell’inchiesta su Giacchetto, gestirà i corsi e il personale grazie a un finanziamento da 35 milioni: «In questo modo - spiega la Scilabra - risparmiamo 15 milioni perché gli enti tagliati avevano avuto un finanziamento da 50 milioni. Non pagheremo più costi di gestione esorbitanti». È passata quindi la linea dell’affidamento diretto al Ciapi, senza un bando: una soluzione che aveva sollevato perplessità di ordine giuridico da parte dell’assessore Niccolò Marino. Ma per Crocetta «ciò è possibile perchè il Ciapi è una struttura pubblica riconosciuta dalla Commissione europea e se avessimo dovuto fare un bando per assegnare i corsi e i finanziamenti avremmo perso troppo tempo». Dopo le polemiche della scorsa settimana, il piano è passato all’unanimità.
Il Ciapi potrà assumere solo i dipendenti iscritti nel recente albo unico dei formatori e dunque arrivati nei vecchi enti entro il 31 dicembre 2008. Gli altri saranno tagliati fuori, a meno che non sorgano nuove necessità. Il piano della giunta prevede che al personale che transiterà al Ciapi verrà fatto un contratto a tempo determinato da 36 ore per tutta la durata del corso. In pratica, spiegano ancora in assessorato, non verranno rinnovate le formule a 24 o 18 ore per evitare che personale che lavora part-time possa gravare sui conti pubblici e cercare poi un secondo lavoro.
In seconda battuta il Ciapi dovrebbe poi intercettare i dipendenti in esubero da enti che hanno comunque ottenuto il contributo pubblico per l’anno formativo che sta per iniziare: è il caso di Cefop, Anfe regionale e varie altre sigle minori.
Il trasferimento al Ciapi, secondo Crocetta, garantirà tempi certi di pagamento degli stipendi a lavoratori che in alcuni casi non ricevono la busta paga da oltre 20 mesi. Anche per protestare contro questi ritardi, Cgil, Cisl e Uil avevano indetto 4 giorni di sciopero. Ma ieri, dopo un incontro con il governo, la protesta è stata revocata: «Il governo si è impegnato a sbloccare i pagamenti residui delle retribuzioni – afferma Giovanni Migliore della Cisl Scuola -, ad avviare le attività formative con lo sblocco attraverso procedure straordinarie e di emergenza del pagamento della prima erogazione dei finanziamenti in modo da consentire ai lavoratori di percepire le retribuzioni entro Natale». Per Giuseppe Raimondi della Uil «quella del Ciapi è una soluzione che può costituire la base per una riorganizzazione complessiva del settore. Il confronto con il governo sta portando a soluzioni concrete».

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