Ufficio vuoto all’Arpa, nessun regionale vuole andarci

Si cercano 132 tecnici all’interno dell’amministrazione ma nessuno dei 20 mila dipendenti è interessato. L’ente lancia l’allarme: attività alla paralisi, sono a rischio anche i controlli sull’inquinamento

PALERMO. A.A.A. cercasi personale, ma nell'esercito di oltre 20 mila dipendenti regionali, non si trova nessuno. Ennesimo flop dell'Agenzia per l'ambiente, tornata di nuovo alla carica, come accaduto spesso negli ultimi anni, per cercare di reclutare figure tecniche e amministrative. Nulla da fare. Quasi nessuno ha risposto ai due interpelli, nei quali veniva specificato il carattere d'urgenza, per «l'assegnazione temporanea di personale del ruolo organico dell'amministrazione regionale».
E l'Arpa lancia l'allarme: a rischio servizi e controlli importanti. Servono 96 funzionari direttivi e 36 istruttori, che verrebbero distaccati per due anni, rinnovabili. Personale da impiegare, soprattutto, in attività di monitoraggio delle acque, per gli adempimenti e le funzioni previsti dal Piano di gestione del distretto idrografico dell'isola.
«Siamo molto delusi e preoccupati - commenta Maria Luisa Curti, responsabile del settore Affari generali e legali - e non riusciamo a comprendere come mai non ci sia interesse, visto che lo stipendio, ovviamente, sarebbe lo stesso perché a carico della Regione. Abbiamo ricevuto 22 istanze, ma sono quasi tutte da parte di esterni, cioè di inoccupati in cerca di lavoro, mentre era chiaro che la ricerca era riservata la personale interno. Tante persone ci hanno scritto di aver voluto provare, comunque, e questo fatto la dice lunga sulla disperazione dei senzalavoro. Purtroppo noi non possiamo espletare concorsi, come non si possono fare, al momento, nell'ambito di tutta la Regione. Ora non sappiamo come andare avanti. Nell'ultimo anno abbiamo provato quattro volte, ma invano. L'Arpa ha 300 dipendenti, ma, in base al fabbisogno, la pianta organica dovrebbe essere costituita da mille unità. Questo vuoto ha una ricaduta notevole sulla nostra attività, sui controlli tecnici delle acque, dell'inquinamento atmosferico, elettromagnetico, ma anche sulle procedure amministrative per le somme urgenze, per esempio, o per verificare le catastazioni degli immobili. Spero che, nonostante i termini scaduti, si faccia avanti qualcuno».
Queste le figure richieste: 30 funzionari direttivi, in possesso di laurea in biologia; altri 30 laureati in chimica; 20 con laurea in ingegneria idraulica e/o geologia. E, inoltre, 28 istruttori direttivi periti chimici, anche non laureati. Per attività amministrativa, invece: sei funzionari direttivi con laurea in giurisprudenza e/o economia e commercio e/o scienze politiche; quattro in possesso di laurea in ingegneria e/o architettura; sei muniti di altre lauree e otto istruttori direttivi, anche non laureati.
Un altro atto d'interpello, intanto, fiocca dal dipartimento regionale tecnico. Si cercano 20 funzionari direttivi, in possesso di laurea e 20 con diploma di geometra, con esperienza nel settore del rischio simico, dissesto idrogeologico e sicurezza nei canteri. E ancora, 20 istruttori direttivi e 10 collaboratori.

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