Si può fare di più

Essere dipendente pubblico comporta diritti ma anche qualche dovere

di LELIO CUSIMANO

Ci risiamo. L'Agenzia per l'ambiente cerca personale interno ma nessuno tra i venti mila regionali è disponibile; al Dipartimento Infrastrutture c'è una stretta sui dirigenti con più controlli sugli orari. Eppure, in un momento di crescenti difficoltà per la società siciliana, ci vorrebbe un maggiore impegno di tutti, anche degli impiegati regionali. Essere dipendente pubblico comporta diritti ma anche qualche dovere in più. In tutte le regioni italiane, ordinarie e speciali, si spendono 6,5 miliardi di euro per il personale; soltanto la Sicilia spende 1,8 miliardi. Qualche volta le statistiche possono falsare gli effetti sui singoli; non a caso nel sito del Giornale di Sicilia si registra qualche opinione critica da parte di impiegati regionali. E dal punto di vista soggettivo possono avere pure ragione, ma il costo per tenere in piedi l'apparato regionale è comunque alto; e spesso non dà adeguati ritorni. E non scopriamo certo oggi che esistono asimmetrie con gli altri dipendenti pubblici. In altre occasioni abbiamo parlato di politiche opache.
Facciamo qualche esempio. La Corte dei Conti ha messo a confronto le regioni italiane, scoprendo che nelle altre regioni c'è un dirigente ogni 18 dipendenti, mentre in Sicilia c'è un dirigente ogni 9 dipendenti. Alla fine diventano numeri grossi; un dirigente costa 85 mila euro ed un impiegato si ferma a 34 mila euro. C'è poi il modo diciamo pure privilegiato di trattare la fine del rapporto di lavoro. Il risultato, sottolinea la Corte dei Conti, è che in Sicilia il «trattamento di quiescenza assicura prestazioni superiori a quelle degli altri dipendenti pubblici». Per non parlare della legge regionale che ha permesso ai regionali con un familiare in situazione di disabilità di andare in pensione dopo 25 anni di servizio: nel 2011 sono stati 464 e nel 2012 sono stati 365. Secondo i magistrati contabili nel 2010 la buonuscita media di un dirigente generale è stata pari a 420.113 euro, mentre per gli altri dirigenti è stata di 185.468 euro e per funzionari ed impiegati di 63.724 euro. Anche gli assegni di pensione evidenziano differenze: dirigenti generali 6.240 euro al mese, dirigenti 3.949 euro, funzionari ed impiegati 2.403 euro. Insomma qualche privilegio c'è stato e c'è ancora, magari non distribuiti (i privilegi) in maniera equa. Ma a questo dovrebbero porre rimedio le organizzazioni sindacali. Da parte degli altri siciliani, quelli che sono fuori dai palazzi regionali, la richiesta è una: per favore fate di più.

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