Stato-mafia, Giallo sulla lettera di Napolitano: arrivata a Palermo dopo una settimana

PALERMO. La Corte d'Assise di Palermo, che celebra il processo sulla trattativa Stato-mafia, in apertura di udienza ha reso noto di non avere ancora ricevuto la lettera con
cui il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, citato come teste dai pm, manifestava la sua disponibilità a deporre. La notizia della missiva era stata data dal Quirinale.
«La corte si riserva - ha detto il presidente del collegio - allorchè perverrà, di esaminarla e, ove il contenuto fosse rilevante per il processo, di metterla a disposizione delle parti per eventuali valutazioni e determinazioni». Il processo prosegue con l'esame dei pentiti Giovanbattista Ferrante e Francesco Onorato.
LA REPLICA DEL QUIRINALE. La lettera del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, alla Corte d'Assise di Palermo dove si svolge il processo su Stato-mafia è partita dal Quirinale giovedì intorno alle 18.30. Cioè, contemporaneamente al comunicato del Colle che la annunciava. Lo si apprende da fonti del Quirinale. La lettera è stata spedita tramite Poste ed indirizzata direttamente al presidente della sezione della Corte d'Assise, precisano le stesse fonti.


LETTERA DI NAPOLITANO ARRIVATA A CORTE ASSISE (aggiornameno ore 15.30). La lettera con cui il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, citato come teste al processo sulla trattativa Stato-mafia, aveva informato i giudici della sua disponibilità a deporre, è arrivata stamattina alla Corte d'Assise di Palermo. Lo ha annunciato poco fa il presidente del collegio Alfredo Montalto che, questa mattina, all'inizio dell'udienza aveva comunicato di non avere ancora ricevuto la missiva. Dal Quirinale era stato fatto sapere che la lettera era stata inviata giovedì scorso.

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