Sicilia, Economia

Gli artigiani: più tasse per un miliardo

Lo studio della Cgia di Mestre: calcolo sottostimato, i Comuni avranno mano libera nell’imposta sulla casa

ROMA. Nuovo allarme tasse. Questa volta è la Cgia di Mestre a fare di conto sostenendo che con la manovra Letta nel 2014 ci saranno aumenti per 1,1 miliardi e dando manforte all'ala lealista del Pdl, che da giorni mette in guardia dal rischio di ulteriori balzelli per gli italiani. Il governo però nega. Il viceministro all'Economia e delegato a seguire l'iter della Legge di Stabilità in Parlamento Stefano Fassina rispedisce al mittente le critiche e, tabelle alla mano, spiega come in realtà le imposte nel 2014 per le famiglie scendano grazie a un taglio di 1,7 miliardi mentre a salire siano quelle per le banche.
L’allarme 
Effetti pole disposizioni fiscali introdotte ddl Stabilità, nel 2014 gli italiani pagheranno 1,1 miliardi di euro di tasse in più. A dirlo è l'Ufficio studi della Cgia di Mestre che ha calcolato l'impatto economico riconducibile agli effetti di tutte le nuove voci fiscali introdotte. Nel 2015 e nel 2016, invece, secondo la Cgia le cose dovrebbero andare molto meglio se si eviterà la riduzione delle agevolazioni fiscali grazie al taglio della spesa. A fronte di poco più di 6 miliardi di euro di nuove entrate tributarie a cui si aggiungono 65 milioni di entrate extra tributarie e altri 135 milioni di riduzione dei crediti di imposta, nel 2014 gli italiani saranno chiamati a versare allo Stato complessivamente 6,227 miliardi di euro di nuove imposte. Per contro, godranno» di una riduzione delle tasse e dei contributi da versare all'Erario per un importo pari a 5,119 miliardi di euro. Pertanto, la differenza tra i 6,227 miliardi di nuove imposte e i 5,119 miliardi di minori tasse dà come risultato 1,108 miliardi di euro.  «A nostro avviso - dichiara il segretario degli Artigiani di Mestre, Giuseppe Bortolussi - il risultato è sottostimato. Corriamo il pericolo che il saldo sia più pesante. Secondo i tecnici del Governo, la Trise, vale a dire il nuovo tributo sui servizi, dovrebbe farci risparmiare un miliardo di euro rispetto a quanto pagavamo di Tares e di Imu. Un vantaggio economico che, purtroppo, rischia di essere eroso dall'azione dei Sindaci. I Comuni, infatti, avranno un'ampia discrezionalità nell'applicazione della Trise ed è molto probabile che ne inaspriranno il prelievo per lenire le difficoltà economiche in cui versano, con evidenti ripercussioni negative per i bilanci delle famiglie e delle imprese». Analizzando le singoli voci si nota che tra le maggiori entrate spiccano i 2,6 miliardi di euro relativi alle svalutazioni dovute alle perdite dei crediti. Si tratta di maggiori entrate legate al mutamento delle regole che disciplinano il trattamento fiscale delle perdite e delle svalutazioni dei crediti delle banche e delle imprese che operano nel settore finanziario e assicurativo. Nel 2015 e nel 2016 le cose dovrebbero andare molto meglio. «Se eviteremo la riduzione delle agevolazioni fiscali grazie al taglio della spesa - conclude Bortolussi - nel 2015 gli italiani potranno contare su un saldo negativo pari a 2,7 e nel 2016 pari a 5,6 miliardi di euro. Se ciò non si verificherà, fra due anni ci ritroveremo con un bilancio leggermente negativo pari a 308 milioni di euro, mentre nel 2016 la situazione ritornerà a essere molto pesante, visto che il saldo sarà positivo e pari a 1,3 miliardi di euro». 
Il governo contrattacca 
«Bisogna evitare - è l'invito del Sottosegretario al Tesoro Pier Paolo Baretta - di usare i numeri a senso unico». Un dibattito che sarà al centro anche degli incontri che il premier Enrico Letta farà con i gruppi parlamentari proprio per discutere le modifiche al provvedimento. Il primo round è fissato per mercoledì, quando si terrà la riunione del Pd di Camera e Senato. Letta dà la sua disponibilità a incontrare i gruppi parlamentari del Pdl per confrontarsi su come migliorare la manovra, a saldi invariati. Il nodo principale sono le risorse (Palazzo Chigi e il Tesoro infatti insistono nell'offrire la propria disponibilità a rivedere alcune voci ma a saldi invariati) e ogni partito mette in campo le proprie ricette. Il Pdl guarda soprattutto ai tagli alla spesa mentre il Pd si concentra sulle imposte, dalle rendite finanziarie ai giganti del Web come Google. Se sulla prima infatti vi sono dei dubbi a causa del fatto che nella Legge di Stabilità già compaiono interventi nello stesso settore, la seconda, sponsorizzata dal presidente della commissione Bilancio della Camera Francesco Boccia, riscuote un successo crescente. Difficile stimarne i possibili introiti ma le eventuali entrate, è il ragionamento, andrebbero a finanziare gli interventi sul cuneo. Qui la partita è tutta aperta e oltre alle ipotesi di rimodulazione degli scaglioni o di irrobustimento dei bonus per carichi familiari si sta valutando - fa sapere uno dei relatori Giorgio Santini (Pd) - la possibilità di innalzare la no tax area da 8mila a 9mila euro.

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