Sicilia, Economia

Commercio, ecco il piano della Regione: nuove regole per aperture e orari

Spariscono i vincoli legati alle distanze minime. I negozianti saranno liberi di autodecidere i giorni di lavoro

PALERMO. Addio alla vecchia legge sul commercio. Il governo regionale disegna la nuova normativa su imprese, commercio e artigianato. Tante le novità, a cominciare dalla liberalizzazione degli orari, delle aperture domenicali e festive, delle vendite promozionali; dalle nuove regole per i panificatori alla semplificazione amministrativa. Spariscono i vincoli legati alle distanze minime, verifiche di mercato e ubicazione della sede legale.


Le novità. Il Testo unico delle attività produttive introduce inoltre i principi di legalità (rating di legalità e adesione ai protocolli di legalità dagli interessati al rilascio di autorizzazione di una grande struttura di vendita) e trasparenza, reti di impresa, l'iter di rilascio delle autorizzazioni, la tutela della sana concorrenza, dei consumatori e dei lavoratori, la valorizzazione delle botteghe storiche e delle piccole imprese, promozione dei prodotti tipici siciliani, la digitalizzazione della pubblica amministrazione (ogni richiesta, segnalazione, comunicazione tra operatore economico e amministrazione pubblica è effettuata esclusivamente in modalità telematica); la tutela del patrimonio ambientale e culturale. Insomma, una bussola sia per gli operatori economici sia per i Comuni, chiamati a pianificare regolamenti e piani commerciali quadriennali. Ogni sindaco dovrà istituire inoltre una commissione (Forum consultivo) che egli stesso presiede, composta dai rappresentanti delle associazioni dei consumatori e di categoria sui temi che riguardano la programmazione commerciale.


L’iter della legge. Il disegno di legge è stato presentato in giunta dall'assessore alle Attività produttive Linda Vancheri, che subito dopo l'ha consegnato a tutti i capigruppo, per la valutazione del testo. Poi tornerà in giunta per l'approvazione, quindi passerà alla terza commissione e, infine, in Aula, per l'approvazione definitiva. L'intero corpus normativo, che è stato condiviso e, in alcuni passaggi, modificato dalle parti sociali, imprenditoriali e sindacali, si compone di 219 articoli raggruppati in quattro parti, articolati in titoli e capi, ed è un sostanziale adeguamento alle norme nazionali, sulla base del principio che «l'iniziativa e l'attività economica privata sono libere ed è permesso tutto ciò che non è espressamente vietato dalla presente legge ovvero da altre leggi nazionali e regionali».


Gli obiettivi. Una grande apertura al mercato libero, all'efficienza e alla modernizzazione del sistema economico regionale, concetti che l'assessore Vancheri, ha voluto introdurre in un testo che «propone alcune misure di raccordo tra i principi espressi dalle norme nazionali e comunitarie - dice l'assessore - e la necessaria regolamentazione del territorio al fine di garantire un armonico e coordinato sviluppo delle attività produttive».


Gli orari. In materia di disciplina degli orari di apertura, la Regione si è dovuta adeguare alla sentenza (299/2012) della Corte costituzionale, che ha rimosso i vincoli e i limiti alle modalità di esercizio delle attività economiche, introducendo il principio di liberalizzazione, in quanto gli orari di apertura e chiusura dei negozi riguardano la tutela della concorrenza, materia di competenza esclusiva dello Stato. Ecco perché nel Testo unico troviamo che orari e giorni di apertura e di chiusura sono liberamente scelti dall'esercente nel rispetto della vigente disciplina in tema di sicurezza e tutela del lavoratore. Ai Comuni invece è data la possibilità di determinare gli orari di vendita per il commercio su aree pubbliche.


Panificazione. Cade in parte la deroga dell'apertura nei giorni domenicali e festivi. Il testo stabilisce che, per ragioni di interesse pubblico, al fine di tutelare il lavoratore, l'attività di panificazione non può essere svolta, di norma, nei giorni di domenica e nei giorni festivi. Per garantire la continuità del servizio in favore dei consumatori, il Comune, sentite le organizzazioni di categoria provinciali, dispone la turnazione delle aperture delle attività di panificazione nelle domeniche e nei giorni festivi. Gli esercizi autorizzati alla panificazione non possono superare il 50% del totale operanti nel comune interessato, a meno che i panificatori interessati siano meno di due. È vietata la commercializzazione del pane su area pubblica. Per la consegna a domicilio il pane deve essere chiuso in un sacchetto, possibilmente di carta, con all'esterno esposto lo scontrino e il destinatario.


Deroghe. Le disposizioni in materia di orari non si applicano: alle rivendite di generi di monopolio, agli esercizi di vendita interni ai campeggi, ai villaggi e ai complessi turistici e alberghieri; agli esercizi di vendita al dettaglio situati nelle aree di servizio lungo le autostrade, nelle stazioni ferroviarie, marittime ed aeroportuali; alle gelaterie e gastronomie; alle rosticcerie e alle pasticcerie; agli esercizi specializzate nella vendita di bevande, fiori, piante e articoli da giardinaggio, libri, dischi, nastri magnetici, musicassette, videocassette, opere d'arte, oggetti d'antiquariato, mobili d'arredamento, stampe, cartoline, articoli da ricordo e artigianato locale, nonché alle stazioni di servizio autostradali, qualora le attività di vendita previste dal presente comma siano svolte in maniera esclusiva o prevalente, e alle sale cinematografiche.


Sportello unico attività produttive. Un grande ruolo viene assegnato ai Suap, che costituiscono l'unico punto d'accesso per ciò che riguarda i processi amministrativi autorizzativi delle attività produttive. Ogni responsabile del Suap ricopre pure la figura di Tutor d'impresa, che assiste le imprese dall'avvio alla conclusione dei procedimenti e assicura l'osservanza delle migliore prassi amministrative e delle disposizioni in materia di semplificazione. L'operatività degli sportelli è monitorata dall'assessore regionale alle Attività produttive.

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