La pista di skate park di Caltanissetta invasa da tendopoli degli immigrati

Era la più grande da Roma in giù, un gioiello dell’impiantistica nissena

CALTANISSETTA. Era la pista di skate park più grande da Roma in giù, quasi un gioiello dell'impiantistica nissena che stava lentamente avvicinando tanti ragazzi ad una disciplina sconosciuta ai più. Se ne contavano quaranta senza contare un gruppetto di bambini affascinati da uno sport che richiede anche una certa dose di temerarietà.
Un incendio, due anni fa, ha cancellato i sogni di tantissimi giovani. Il fuoco ha divorato gran parte dell'impianto (in tutto duecento metri quadrati) al cui interno oggi è sorta una tendopoli vera e propria con oltre cento extracomunitari che vivono e dormono all'interno.
Povera gente venuta da lontano per sfuggire a guerre civili e fame che non si sa dove collocare. La struttura-modello oggi è un immenso accampamento dove le condizioni igieniche sono ormai a livelli di guardia.
I soldi per ristrutturarla ci sarebbero (sono quelli dell'assicurazione perchè l'impianto era assicurato contro eventi di tal genere) ma prima di poter pensare ad un recupero bisognerebbe liberare l'interno dall'esercito di disperati che vi «soggiorna» dalla scorsa estate. Di quel nutrito drappello di appassionati sono rimasti solo in due, irriducibili, Alan Marotta e Calogero La Paglia, il primo è addirittura è un pattinatore professionista (nel gergo tecnico un «Pro Skater») e malgrado le evidenti difficoltà si allenano sempre, ogni giorno, per strada, in luoghi insomma dove esistono piccole scalinate o muretti da superare con tavola e pattini. Marotta addirittura partecipa a gare in Olanda e Spagna.
«La gente - sostiene - a volte ci caccia in malo modo perchè è uno sport decisamente rumoroso e quindi siamo costretti a spostarci continuamente nei più disparati punti della città».
La pista di skate-park sorge alle spalle del Palacannizzaro in una zona che, nelle intenzioni degli amministratori comunali, doveva essere una cittadella dello sport. Per gareggiare arrivavano da tutta la Sicilia essendo l'unico impianto del genere esistente in Sicilia, ben costruito con una modica spesa (centomila euro) in possesso dei requisiti (rampe di lancio e altro) per ospitare manifestazioni di respiro regionale. Poi l'incendio, due anni, sicuramente doloso. Gli autori di quel folle gesto non sono mai stati individuati.
Lasciato nel più completo abbandono è diventato adesso un riparo sicuro per un manipolo di disperati extracomunitari che non riescono a trovare posto al centro d'accoglienza di Pian del Lago.

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