Debiti con fisco, condannata commercialista palermitana

PALERMO. I giudici della seconda sezione del tribunale di Palermo hanno condannato a 4 anni e mezzo di carcere la commercialista palermitana Rosalia Machì. Era accusata di corruzione e accesso abusivo al sistema informatico dell'Agenzia delle Entrate.  
Il processo nasce da un'indagine avviata nel 2007 dal pm Sergio Demontis che portò all'arresto di nove persone. Gli inquirenti scoprirono un'organizzazione criminale fatta di commercialisti, consulenti del lavoro e impiegati dell'Agenzia delle Entrate.   
Secondo l'accusa, gli indagati avrebbero proceduto alla convalida ed emissione di 240 illegittimi provvedimenti di sgravio (provvedimento motivato con il quale l'ufficio finanziario elimina, in tutto o in parte, un credito erariale vantato nei confronti del contribuente e già iscritto a ruolo per la riscossione coatta), «condonando» così i debiti erariali di vari contribuenti.  
La Machì, in particolare, era accusata di avere procurato sconti su sanzioni pecuniarie inflitte ai clienti che non avevano onorato i loro debiti col Fisco.

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