Sicilia, Archivio

Comune di Caltanissetta, «Carte false» per il reddito minimo

La strada sarà sbarrata a 13 lavoratori mentre altri 36 beneficiari si vedranno pesantemente decurtato il loro contributo mensile

CALTANISSETTA. Si stringono le maglie per i lavoratori del reddito minino di inserimento che prestano la loro attività nei diversi settore dell’amministrazione comunale.
Si tratta complessivamente di 120 assistiti di cui circa la metà potrebbero rischiare di perdere definitivamente o quasi il contributo che il Comune, per conto della Regione eroga mensilmente il cambio della loro prestazione lavorativa. Una strettoia che a conti fatti dovrebbe sbarrare la strada a 13 lavoratori mentre altri 36 beneficiari si vedranno pesantemente decurtato il loro contributo mensile. Le direttive delle regione sui lavoratori del reddito minimo lasciano pochi margini di manovra e legano in pratica le mani degli amministratori.
Si comincia con il dire che in ossequio alle disposizione della regione, i beneficiari del reddito minimo restano quelli utilizzati già nei cantieri di servizio, 120, e che l’intervento sussidiario non è estensibile ad altri soggetti e che l’indennità da conferire resta quella fissata alla data dell’entrata in vigore della legge diversi anni addietro. Con quella legge veniva anche stabilito che i destinatari dovevano essere privi di reddito o avere un reddito che non fosse superiore alla soglia dei 278,89 euro al mese per una persona che vive da sola.
In presenza invece di un nucleo familiare composto da due o più persone la soglia del reddito veniva determinata sulla base di una scala di equivalenza. Annualmente i beneficiari erano e sono tenuti presentare istanza di ammissione ai cantieri allegando la documentazione del comprovato possesso dei requisiti. E qui casca l’asino. Dalla regione hanno fatto sapere che ai fini della determinazione del reddito non devono essere prese in considerazione solamente gli assegni del nucleo familiare, quelli di maternità indennità di accompagnamento e contributi per canoni di locazione, per libri di testo e indennità di frequenza, mentre la pensione di in valido civile concorre ai fini della determinazione del reddito e pertanto deve essere decurtata per intero. Per l’anno in corso, attraverso controlli incrociati della documentazione presentata dai beneficiari, e ed accertamenti telematici con l’Inps è emerso alcuni reddito dichiarati sarebbero «falsi» o comunque per nulla corrispondenti a quelli richiesti dalla Regione per cui secondo tale verifica 13 beneficiari risulterebbero di possedere un reddito superiore alla soglia prevista per cui andrebbero esclusi, mentre altri 36 beneficiari sarebbero in possesso di un reddito diverso da quello dichiarato per cui andrebbero rideterminati gli emolumenti che il comune tramite la regione eroga mensilmente. Dal capestro della regione si salverebbero soltanto 71 lavoratori; poco più della metà degli attuali beneficiari. Adesso la patata bollente passa nella mani del comune e nello specifico dell’ assessorato alla Solidarietà Sociale che dovrà, nel rispetto delle disposizioni che vengono dall’alto, avviare il procedimento diretto dell’eventuale esclusione dei beneficiari dei cantieri di servizio, ex Reddito Minino di Inserimento, e ridurre gli emolumenti per altri. La bomba è nell’aria perché, già a partire dal prossimo primo novembre, è prevista la sospensione dell’attività o la riduzione degli emolumenti per i soggetti interessati, con l’aggravante che saranno chiamati a restituire le somme fino ad oggi indebitamente percepite.

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