Sicilia, Sport

Pjanic stende il Napoli, ottava vittoria alla Roma

I partenopei sprecano, poi il bosniaco segna due gol e chiude i conti. Fuori Totti, costretto a uscire dal riacutizzarsi di un fastidio al flessore della coscia destra

ROMA. Otto vittorie consecutive, come la Juventus nel 1931 e nel 1986, quando poi i bianconeri vinsero lo scudetto. In un Olimpico già impazzito per la presenza in tribuna di Diego Maradona, applaudito da tutto lo stadio, la Roma manda letteralmente in visibilio i suoi tifosi mettendo ko anche quel Napoli per il quale si era scomodato il miglior giocatore di sempre, che sogna di accomodarsi un giorno sulla panchina ora affidata a Benitez in nome di un amore, per una città e una squadra, che non si affievolisce con il passare del tempo.
Intanto però è di nuovo la notte di Rudi Garcia, e della sua truppa, capace di superare anche l'handicap della perdita dopo mezz'ora del capitano Totti, costretto a uscire dal riacutizzarsi di un fastidio al flessore della coscia destra. Al suo posto è entrato un attaccante 'puro' come Borriello, e la Roma da quel momento ha preso a praticare un calcio meno 'palleggiato' ma che ha dato ugualmente il frutto della vittoria, all'insegna di quel calcio totale che l'uomo venuto dalla Francia non smette d'insegnare. E' una Roma dove non esistono ruolo fissi, ma che cerca sempre di giocare la palla e che ha nella saldezza difensiva il proprio asso nella manica. Castan e Benatia costituiscono un muro, Maicon sembra rinato, De Sanctis in porta trasmette sicurezza.
Il Napoli alla fine del primo tempo non poteva che recriminare sulle occasioni fallite da Pandev (decisivo il salvataggio di un monumentale De Rossi, quando il tiro del macedone aveva già battuto De Sanctis) e Insigne (palo esterno da posizione favorevolissima), ma nel corso del match sono state le uniche occasioni vere avute dai partenopei, che nella ripresa hanno esercitato un predominio territoriale senza sbocchi, visto che Higuain si è affacciato in campo solo al 68'. Maradona non è San Gennaro e non ha fatto il miracolo, il Napoli ha perso e ora si ritrova a -5 dalla capolista che finora ha fatto percorso netto.
In un'atmosfera che avrebbe potuto essere magica se non fosse tato per i soliti cori da beceri, inneggianti all'odio (sia da Roma verso Napoli che viceversa) o al risveglio del Vesuvio, l'uomo-partita è stato Pjanic. Nel recupero del primo tempo, pochi minuti dopo l'occasione avuta da Florenzi su 'torre' di Borriello, ha dato il vantaggio alla Roma con una punizione (Gervinho si era prodotto in una delle sue solite volate ma poi era stato atterrato al limite) eseguita in modo perfetto, 'alla Maradona' sebbene il bosniaco abbia calciato con il piede destro. Nel secondo tempo ha raddoppiato andando a tirare anche il rigore che Orsato aveva concesso per un fallo in area di Cannavaro su Borriello, per il quale i napoletani non hanno troppo protestato.

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