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L’Italia gioca e spreca, pari con la Danimarca

Apre Osvaldo, poi gli azzurri vanno sotto con la doppietta di Bendtner. Il 2-2 di Aquilani basta ad allungare la striscia di partite senza ko nelle qualificazioni, che dura da sette anni

COPENHAGEN. Un ex juventino passato come una meteora nel campionato italiano rovina all'Italia di Cesare Prandelli la serata che poteva regalarle la certezza di essere testa di serie al Mondiale. La doppietta di Niklas Bendtner è per metà rivincita personale e per metà punizione azzurra, anche eccessiva.
La nazionale già qualificata a Brasile 2014 ha evitato la sconfitta in pieno recupero, dopo aver dominato, sprecato ed essere stata rimontata. Il 2-2 di Aquilani basta ad allungare la striscia di partite senza ko nelle qualificazioni, che dura da sette anni, ma non a rendere certi i calcoli del ranking Fifa e portare così l'Italia al Mondiale come una delle prime otto. Appuntamento rimandato all'Armenia. Soprattutto, fatta anche la tara delle assenze, il pareggio in extremis non cancella il retrogusto amaro di una serata sbilenca. Troppo netto il divario tecnico tra azzurri e danesi per non chiudere la partita.
Troppo fragile la tenuta difensiva per sfruttare il vantaggio e dare il colpo decisivo. Al Parken Stadion l'Italia si presenta con un'assenza eccellente, Balotelli infortunato e alla fine rimasto in albergo per influenza, e una certezza: con la vittoria dell'Armenia sulla Bulgaria la Danimarca sa di dover vincere a tutti i costi per rientrare in corsa per gli spareggi. Pirlo rimane a riposo, al centro del gioco si piazza Montolivo mentre il posto di Balotelli spetta a Osvaldo, supportato dalla corsa di Candreva e gli estri - intermittenti - di Diamanti. Sperimentale la difesa, dove Ranocchia fa coppia con Chiellini con esiti assai negativi e i terzini sono un duo tutto nuovo, De Silvestri-Balzaretti. Olsen schiera la Danimarca con tre incursori dietro Bendtner, e lo schermo difensivo di due centrocampisti, Ziemling e Kvist.
Il ritmo dei danesi però è lento, Candreva e Osvaldo spostati qualche metro più dietro accorciano le linee e tolgono ossigeno alle idee dei padroni di casa. Che infatti incidono poco. Molto più pericolosi gli azzurri, con le ripartenze. Di Balzaretti dopo 5' la prima discesa con cross, la fascia opposta funziona ancora meglio e De Silvestri per due volte (6' e 11') mette in mezzo palloni pericolosi sui quali Osvaldo latita. E' il minuto 20 quando il centravanti spreca un bel lancio di Montolivo, il tocco in più in area consente il recupero di Agger. L'esitazione serve però da lezione, e il gol arriva otto minuti dopo. Preciso il lancio profondo di Thiago Motta, tornato protagonista in fase di copertura e costruzione, delizioso il tocco di destro in controtempo che lo libera dei due marcatori per la battuta vincente. Uno a zero, la Danimarca sembra smontarsi come panna. E' invece l'Italia a ridarle fiato, con palleggi prolungati e fin troppo rilassati. Sa in ogni caso di punizione il gol del pari al 45', non solo perchè lo segna l'ex juventino Bendtner fino ad allora evanescente come nei suoi mesi italiani. L'azione è prolungata e appare innocua, il cross da sinistra coglie di sorpresa la difesa: sul salto in alto del centravanti c'è solo Balzaretti, e Buffon stavolta non è un gatto.
Gol e fischio di fine primo tempo. Scontato che l'avvio di ripresa offra una Danimarca più dinamica e aggressiva. Diamanti mette dopo due minuti la palla buona a centro area, dove Osvaldo arriva tardi in spaccata e lamenta una spinta, subito dopo è invece Montolivo a sprecare un contropiede tre contro due ignorando Osvaldo per Diamanti, murato. Errori che possono costar caro, lo ricorda il palo scosso da Eriksen su punizione al 10', con Buffon immobile. Eppure l'Italia insiste a non voler chiudere la partita, e al 14' è Marchisio lanciato da Diamanti solo davanti ad Andersen a sparare sul portiere. L'assedio dei danesi è solo foga e forza fisica, sul più pericoloso spiovente è addirittura Candreva ad anticipare sotto porta togliendo a Bendtner una ghiotta occasione (19'). La prima parata vera di Buffon un minuto dopo, a pugni uniti sotto la traversa per frenare una bordata di Zimling. Sull'angolo successivo, trema ancora la traversa e tutta l'Italia, perchè la battuta del difensore Bjelland dal dischetto e' frenata dalla fortuna oltre che dal legno. Ora la sofferenza fisica degli azzurri cresce, Aquilani entra per Marchisio e Cerci per Diamanti, ma il raddoppio arriva in fotocopia del primo gol: sempre Bendtner, sempre in stacco su Balzaretti, e questa volta da una ripartenza propiziata dagli errori di Candreva prima e di Ranocchia poi. E' il 2-1 che manda in visibilio la Danimarca. Fino alla delusione finale, con la deviazione di Aquilani sul tiro di Osvaldo che taglia fuori i danesi dalla corsa al secondo posto del girone e allo spareggio. Stavolta davvero col pari non vince nessuno.

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