Si finge fedele e poi ruba oggetti sacri a Gela

Sicilia, Archivio

GELA. Un ladro seriale di oggetti sacri, che aveva rubato già in tre chiese di Gela, è stato arrestato (è ai domiciliari) dai carabinieri in esecuzione di un ordine di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale gelese con l'accusa di furto aggravato. Si tratta di Domenico Davide Gammino, 32 anni di Gela, che agiva con la complicità di un 16enne, segnalato alla procura dei minori di Caltanissetta. Tra aprile e marzo i due ladri sacrileghi hanno rubato una pisside e una teca in argento custodite nel tabernacolo della chiesa dei padri cappuccini, vicino alla «Villa Garibaldi»; un calice, una coppa e una pisside dall'altare già arredato per la messa nella chiesa «Regina Pacis» di Fondo Iozza; un porta-ostie in argento dal tabernacolo della parrocchia Sant'Antonio, nel rione Caposoprano. Secondo i carabinieri Domenico Gammino, per conoscere i luoghi, le abitudini e per non destare sospetti, si presentava in chiesa alcuni giorni prima del furto, frequentava le attività parrocchiali e si procurava la fiducia dei sacerdoti ai quali chiedeva da «bravo fedele» anche di potersi confessare per prendere la comunione. Dopo il «colpo» però spariva, facendo perdere le proprie tracce. L'operazione dei carabinieri è stata denominata «Infidelis».

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