Sicilia, Tempo libero

In tour... dentro le montagne Nella valigia solo casco e luce

Vacanzieri-speleologi per visitare le grotte siciliane: sono 1.200 quelle scoperte, ma il numero è destinato a crescere. Sull’Etna il maggior numero

PALERMO. Uno sport, un hobby, una scienza. È così che viene definita la pratica della speleologia. Un‘attività che incuriosisce e affascina sempre più: scoprire le grotte e le cavità sotterranee della Sicilia, addentrarsi nelle viscere interne della propria terra, risulta un modo alternativo per scoprire, ancora una volta, tutto ciò che l’isola ha da offrire. Nel nostro paese la speleologia ebbe grande impulso dal 1883: ad oggi si contano 30.000 grotte in tutta Italia. «In tutto il territorio siciliano si contano perlopiù 1200 grotte – dice Corrado Bongiorno, presidente della Federazione Speleologica Regione Siciliana -. Se ne scoprono di continuo, dunque il numero è destinato ad aumentare. Una gran parte sono distribuite sull’Etna, sulle Madonie e sui Monti Iblei». L’Etna fa la parte del leone: più di 250 grotte vulcaniche/laviche, di facile percorrenza, che rappresentano, dunque, mete turistiche. «Posti di questo tipo ce ne sono davvero pochi in tutto il mondo – racconta Nino Balsamo, vicepresidente del Gruppo Grotte Catania, sezione dell’Etna -. Abbiamo una grande abbondanza di grotte vulcaniche, visitabili da qualsiasi turista, purché dotato di casco e luce, indispensabile per le uscite».
L’universo della speleologia, inoltre, si suddivide in speleologia turistica, che riguarda per lo più visite guidate per scuole, turisti, gruppi scout, e la speleologia con la S maiuscola, che richiede invece una preparazione tecnica. Ogni associazione speleologica organizza, infatti, dei corsi tenuti da istruttori preparati e abilitati dalla Società Speleologica Italiana, nata nel 1951. I corsi durano circa un mese o 5 settimane, e i costi vanno dai 120 euro fino ai 300 e comprendono l’iscrizione e il tesseramento, l’assicurazione, l’attrezzatura necessaria, e le dispense per approfondire l’argomento. «I nostri corsi prevedono 5 lezioni teoriche e 5 uscite – dice Dario Rocca, dello Speleo Club Ibleo - e, a fine corso, consegnamo un attestato di primo livello. Per le uscite e le escursioni turistiche, invece, non è necessario possedere alcun attestato». E sono molti i ragusani, i catanesi, i siracusani, che decidono di provare questa nuova esperienza: le visite guidate durano circa una giornata, in base al luogo che si sceglie di visitare e dalla sua difficoltà, e i costi vanno dai 10 ai 20 euro a persona; nella quota sono compresi l’assicurazione e il noleggio dell’attrezzatura minima: casco e luce. Diverse e tantissime le grotte suggestive e i siti speleologici siciliani.
Per citarne alcuni: Grotte del Gelo e Grotta dei Tre Livelli nel catanese (la più lunga dell’Etna), oppure Grotta Campana e Grotta del Taralluccio nell’agrigentino, Conca del Salto a Modica o la Cava d’Ispica a Siracusa. Ma è un’attività per tutti? «Ci sono diversi luoghi comuni sulla pratica speleologica – dice Nino Balsamo -. Molti sono convinti che dentro le grotte si possa soffrire di claustrofobia, oppure che i troppi pipistrelli presenti possano fare male o rappresentare un pericolo. In realtà siamo noi gli ospiti nella grotta: è l’habitat dei pipistrelli». Anche un altro luogo comune potrebbe, però, spaventare i visitatori. «Alcuni nostri clienti si spaventano dei terremoti – dice Dario Rocca -. Le grotte nascono dall’evoluzione geologica della montagna e non c’è nessun rischio che crolli qualcosa in testa». All’interno delle grotte, inoltre, l’aria è pulita e si respira bene. Per chi fosse interessato, i siti di riferimento sono www.speleoclubibleo.org e www.gruppogrottecatania.it. Escursionisti nella Grotta Ampudda di Pisciteddu a Belpasso (Catania).

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