Il torneo del Country ceduto alla Malesia. Binaghi: «Stupefatti»

Palermo perde gli Internazionali femminili. L’assemblea dei soci del circolo di viale Olimpo ha scartato l’offerta della Fit

PALERMO. Lo sport siciliano perde un'altra manifestazione a carattere internazionale con 26 anni di storia. A volare in Malesia è il torneo femminile del Country club, fino a luglio scorso unica prova italiana assieme a Roma del circuito Wta, vinta da Roberta Vinci su Sara Errani. Ieri pomeriggio l'assemblea dei soci del club di viale dell'Olimpo ha votato a grande maggioranza (90 per cento) la proposta di cessione in affitto per tre anni con contratto pronto per la firma, ricevuta dalla Carbon Sport di Kuala Lumpur, dietro un compenso di circa 100 mila euro annui per il club palermitano. Con grande rammarico da parte dei soci è stata scartata invece quella fatta pervenire in tutta fretta dalla Federtennis, perché giudicata incompleta e con un contratto impossibile da inviare alla Wta entro il termine improrogabile fissato per il 30 settembre. Non presa in considerazione infine la terza opzione, quella di una contribuzione volontaria da parte dei soci di sborsare qualcosa come 200-250 mila euro all'anno a copertura del budget organizzativo.
In difficoltà per la crisi economica, la manifestazione del Country da anni viaggiava in rosso. La stessa Regione, principale ente pubblico sostenitore, ha tirato i remi in barca. Da qui la decisione dei dirigenti del sodalizio di passare la mano. Ad agosto gli organizzatori malesi avevano fatto al Country una loro offerta di affitto approvata dalla Wta, con la clausola del contratto firmato entro il 30 settembre per modificare sedi e date e rendere ufficiale il calendario 2014. Quindi il versamento dei malesi entro il 10 ottobre dei 235 mila dollari del montepremi.
Giovedì scorso in tutta fretta il presidente della Fit, Binaghi, ha convocato a Roma i dirigenti del Country, Cammarata e Palma, per valutare la possibilità di una alternativa italiana (la stessa Fit) a quella malese. «Ci stava bene - ha spiegato ieri il presidente Giorgio Cammarata - cedere alla Fit il torneo anche se non proprio a pari condizioni di quelle dei malesi, ma purchè tutto avvenisse entro il 30 settembre. Binaghi si è prodigato e gliene siamo grati per l'impegno formale preso, ma voleva il parere dei legali della Fit prima di firmare il contratto. Solo che questo non poteva avvenire entro la data stabilita dalla Wta». Da qui il voto espresso dai soci pro Malesia, mancando un impegno ufficiale e dettagliato della Fit. «Non vogliamo correre il rischio di restare senza nulla di concreto in mano. Peccato perché la Fit poteva pensarci prima e non solo giovedì», il coro unanime dell'assemblea.
«Siamo stupefatti - ha detto il presidente della Fit, Angelo Binaghi - nell'apprendere che un circolo affiliato alla Federtennis come il Country club abbia deciso di spostare all'estero un torneo che noi avremmo mantenuto in Italia a condizioni economiche che, almeno per quanto ne sappiamo, sono identiche a quelle da noi proposte».  

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