Disastro volo Atr 72, mandato d’arresto internazionale per pilota latitante

BARI. Un ordine di carcerazione, un mandato di arresto europeo e ricerche in campo internazionale sono state disposte dall'autorità giudiziaria nei confronti del primo pilota dell'Atr 72 della Tuninter, Chafik Gharby, latitante, condannato insieme con altri sei tunisini per il disastro aereo del 6 agosto del 2005 nel Golfo di Palermo.
Il velivolo, partito da Bari e diretto a Djerba, rimase senza carburante e si spezzò in tre tronconi durante un tentativo di ammaraggio: morirono 14 turisti pugliesi e due membri dell'equipaggio. Al primo pilota è stata inflitta la pena più pesante (6 anni e 8 mesi di reclusione) agli altri imputati (un altro pilota, il direttore generale, il direttore tecnico, i responsabili della manutenzione, e il meccanico, della Tunintair) ritenuti responsabili a vario titolo del disastro, pene di poco inferiori, fino ad un minimo di 5 anni e 8 mesi di reclusione, confermate dalla Corte di Cassazione nel marzo scorso.   
L'avvio delle ricerche internazionali anche in Paesi extraeuropei nei confronti del principale responsabile è stato comunicato dal ministero della Giustizia ai difensori dei parenti delle vittime che lo scorso luglio avevano a loro volta scritto al ministro chiedendo di attivare tutte le procedure per dare esecuzione alla pena nei confronti dei sette condannati tunisini, nessuno dei quali è ancora in carcere.    
La nota è stata inviata l'altro ieri dal ministero ad uno dei difensori di parte civile, l'avv. Ascanio Amenduni. Nella nota è precisato anche che nei confronti degli altri condannati «sono in avanzata fase di svolgimento le procedure esecutive di competenza dell'autorità giudiziaria».

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