Energie rinnovabili, Pds-Mpa: Crocetta stabilisca aree per gli impianti

PALERMO. Il gruppo del Pds-Mpa lancia l’allarme sui mancati limiti per la realizzazione di nuovi impianti per la produzione di energia rinnovabile in Sicilia. E lo fa nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte il capogruppo Roberto Di Mauro insieme ai deputati Toti Lombardo, Giovanni Greco e Cataldo Fiorenza. Secondo il partito, inoltre, mancherebbero dei criteri validi per il rilascio della concessione che autorizza la costruzione della struttura in aree al momento non stabilite. Criteri posti per garantire in primis la salvaguardia del territorio. Ma che al momento sono al libero arbitrio. La stessa Terna, l’azienda che si occupa della distribuzione dell’energia elettrica nazionale, chiede nuove soluzione per garantire la sicurezza del sistema elettrico, secondo quanto già avviene in diversi Paesi Europei caratterizzati da un’elevata produzione eolica. In quanto gli impianti in Sicilia coprono ormai più del fabbisogno indicato dai protocolli internazionali, stabilito per un massimo di 1500 MW.
Attualmente è utilizzata 1.300 MW. Una cifra che solo per l’eolico non può superare i 500 MW. Al momento l’energia pulita già autorizzata per le diverse fonti nergetiche ammonta a 3.285 MW. Sono 356 le nuove richieste, di cui 188 ammesse a conferenza di servizi, 64 già calendarizzate per un valore di 3.285 MW. Motivo per il quale i parlamentari autonomisti hanno presentato un’interpellanza al governo Crocetta e avanzeranno anche una mozione per ottenere chiarimenti su un argomento così delicato. “Ad oggi – affermano gli autonomisti – non si hanno notizie da parte della Regione, in  conformità da quanto previsto dalla delibera della Giunta n°16 del 27 gennaio 2011, di un regolamento in materia di energia rinnovabile per l’individuazione delle cosiddette aree non idonee all’istallazione di specifiche tipologie di impianti. E’ compito della Regione osservare il decreto ministeriale del 10 settembre 2010 cap. IV paragrafo 17.2 al fine di conciliare le politiche di tutela dell’ambiente e del paesaggio con quelle di sviluppo e valorizzazione delle energie rinnovabili attraverso atti di programmazione congruenti con la quota minima di produzione di energia da fonti rinnovabili a loro assegnati. Così da garantire uno sviluppo equilibrato delle diverse fonti energetiche. La mancanza di regole e l’assenza di specifici siti conformi alla realizzazione di queste strutture – proseguono i parlamentari – comporterebbe una serie di ripercussioni sulla tutela dell’ambiente, del paesaggio, del patrimonio storico ed artistico, delle tradizioni agroalimentari locali, delle biodiversità e del paesaggio rurale che, in alcune aree non sarebbero compatibili con l’insediamento di specifiche tipologie e/o dimensioni delle strutture, così come stabilito dalle linee dettate dal governo nazionale che ha competenza esclusiva sull’ambiente. Scelte così delicate – concludono – non possono essere lasciate al libero arbitrio del dirigente di turno. Per questo invitiamo il governo a riferire in parlamento lo stato dei rapporti con Terna; se sono state individuate le zone escluse; se i lavori della commissione già insediata dal governo precedente, a proposito dal programma del governo del territorio, ha concluso i propri lavori ”.

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