Sicilia, Tempo libero

Il baratto ai tempi di internet I mobili scambiati pure su Facebook

L’idea di due amici palermitani che hanno creato ad un «gruppo» sul social network, al quale hanno ormai aderito undicimila persone

PALERMO. A chi non è mai capitato di avere un oggetto in casa che non usa e di essere troppo pigri per portarlo a smaltire o semplicemente gettarlo nella spazzatura. Basterebbe fermarsi un attimo in più però per realizzare come un oggetto inutilizzato potrebbe servire a qualcun altro. Tutti in casa abbiamo un disimpegno adibito a magazzino per oggetti inutilizzati.
E’ questo il ragionamento che ha spinto una coppia di amici palermitani, Giuseppe Arisco detto «Pigi» e Manuela Mollìca a creare una pagina su Facebook chiamata «Basta ca tu veni a pigghiari» che raccoglie ogni giorno sempre più mi piace superando gli undicimila apprezzamenti in queste ore.
«Un giorno mentre eravamo al telefono – comincia a raccontare l’avvocatessa Manuela Mollìca – raccontavo al mio amico come non mi andasse di sbarazzarmi di un grosso oggetto che non utilizzavo, era un regalo non gradito. Per intenderci come il vaso cinese nella trasmissione ”I fatti Vostri” di Giancarlo Magalli sgradito da tutti, da qui la frase che dà il nome al gruppo, detta spontaneamente proprio in dialetto palermitano: ”Si su viennu a pigghiari, me ne libero volentieri”. Ero esausta della presenza di questo oggetto ingombrante».
Da qui il primo passo, compiuto nel novembre del 2010. Incontrandosi in questo gruppo virtuale si ha la possibilità di donare o di scambiarsi un oggetto che non si usa più e che quindi finirebbe nell’immondizia. Guai però a pensare alla crisi economica come «movente» del gruppo. «Crediamo sia una questione di educazione piuttosto – spiega Pigi Arisco –. Perché non dare una nuova vita ad un oggetto che prenderebbe polvere in cantina? Certo, se si sviluppa un mutuo soccorso e quindi si fa risparmiare qualche euro al prossimo tanto meglio».
Il servizio infatti è gratuito. L’unica condizione necessaria al ritiro dell’oggetto è la disponibilità ad andarlo a ritirare a casa del donatore.
La bacheca della pagina è piena di foto di oggetti, per la maggior parte per la casa, che attendono di essere ritirati.
Vanno a ruba le lavatrici funzionanti, oppure quelle con piccoli guasti che si riparano con pochi euro, gli stendini per i panni, poltrone e divani, tavoli e sedie. «Ci sono molte persone – continua Manuela Mollìca – che devono cambiare l’arredamento di intere stanze quindi regalo tutto. Abbiamo cucina con pensili e piani d’appoggio, senza contare le stanze da letto con tanto di armadi e comò. In questi anni abbiamo visto veramente di tutto, non possiamo lamentarci».
Tra le storie allegre anche alcune che fanno pensare. «Una volta, una signora che aveva una sedie a rotelle in casa che utilizzava l’anziano genitore morto, l’ha donata ad un’altra persona in difficoltà - ricorda Arisco –, poi invece in un altro episodio il dono di un peluche si è trasformato in una gara di solidarietà per aiutare una casa famiglia in difficoltà».
Da 2010 in poi, in molti altri hanno fatto propria questa idea, ma i creatori di «Basta ca tu veni a pigghiri» ci tengono a sottolineare che è un’idea tutta palermitana. «A volte si vengono a creare delle belle amicizie tra gli assidui frequentatori della nostra pagina – concludono – speriamo di andare ancora avanti per questa strada. Di certo in questi anni abbiamo visto la mentalità dei palermitani evolversi. Prima si era restii agli oggetti di seconda mano, adesso li vanno a ritirare volentieri». 

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