Omicidio a Gela, i vicini di casa: "L'assassino è un uomo violento e aggressivo"

GELA. Vincenzo Valenti, l’uomo di 39 anni che oggi, poco dopo le 13 ha ucciso a Gela, sgozzandolo con un coltello, il fratello di 30 anni, Alessandro, aveva un carattere irascibile e aggressivo. Così lo descrivono alcuni vicini di casa, che parlano anche di una tragedia annunciata. L’uomo, pare che non fosse la prima volta che litigava con il fratello, ma spesso avrebbe avuto delle violente discussioni anche con gli altri suoi familiari e con i vicini di casa sempre per futili motivi. Una famiglia numerosa. Erano in tutto undici fratelli, sei maschi e cinque femmine. Alessandro, che lavorava nel panificio del suocero, era convolato a nozze alcuni anni fa ed era sposato e padre di una bambina. Il fratello Vincenzo, trasformatosi nel suo carnefice, era invece celibe e viveva ancora con la famiglia d’origine insieme ad altre quattro sorelle e ad altri cinque fratelli. Un’altra sorella invece, dopo le nozze, si è trasferita fuori Gela. Una decina di anni fa, la vittima, era rimasta coinvolta in un incidente stradale, dove morì la madre. Alessandro si salvò per miracolo ma per sei mesi lottò fra la vita e la morte. La tragedia si è consumata per strada, in via Benedetto Bonanno, nel quartiere "Sant'Ippolito.


Valenti ha rischiato di essere linciato da alcuni vicini di casa. A salvarlo dalle grinfie dei vicini, sono stati i carabinieri, giunti sul posto dopo aver ricevuto una telefonata anonima. L’uomo non sa ancora che il fratello è deceduto. Fra i due congiunti – secondo quanto ha riferito il Colonello Alessandro Magro - c’erano antichi dissapori. Vittima e carnefice, non si rivolgevano la parola da anni. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, i due si sarebbero incontrati, a bordo delle rispettive auto, all’incrocio fra le vie Minardi e Bonanno, dove si è consumata la tragedia. Una parola di troppo ed è scoppiata una colluttazione. Poi Vincenzo, avrebbe estratto un coltello da cucina e ha ferito il fratello prima al braccio e poi alla gola. I militari, hanno arrestato Vincenzo Valenti, quando ancora aveva ancora le mani sporche di sangue, davanti l’uscio della sua abitazione, di via Bonanno. Non ha opposto resistenza e ha ammesso le sue responsabilità. I carabinieri adesso lo stanno interrogando per tentare di ricostruire l’esatta dinamica di quanto è successo e in quale contesto la tragedia sia maturata. A coordinare le indagini, il sostituto procuratore del Tribunale di Gela, Silvia Benetti che ha disposto l’autopsia.

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