In Sicilia sempre meno fondi e meno treni

PALERMO. Meno soldi, meno treni. Un’equazione semplice, lineare, ma difficile da mandare giù per i pendolari della ferrovie siciliane. Meno treni infatti vuol dire meno corse, meno possibilità di scelta, più probabilità di ritardi, disagi e soppressioni. Questo oggi è il mondo delle ferrovie nell’Isola, con un passato pieno di incertezze e con un futuro che, presumibilmente, sarà ancora più buio. Sullo sfondo quel contratto di servizio tra azienda (Trenitalia) e Regione ancora non firmato dopo tre anni abbondanti e che non permette, in parole semplici, di pianificare con ottimismo il futuro.


Se n’è parlato ieri mattina a Ditelo a Rgs, la trasmissione radiotelevisiva del Giornale di Sicilia, dove alla proteste dei pendolari sono seguite le risposte e le spiegazioni di chi decide, ovvero Trenitalia e Regione, entrambe dipendenti dallo Stato, che vista la situazione economica generale dà sempre meno fondi per le strutture ed infrastrutture. I numeri sono impietosi: secondo i dati della Regione, nel 2011 erano stati stanziati 121 milioni di euro per 10 milioni e 700 mila chilometri percorsi, lo scorso anno il budget è sceso a 111 milioni per 9 milioni e 400 mila chilometri percorsi. Dieci milioni e più di un milione di chilometri percorsi in meno in un solo anno. Le conseguenze sotto gli occhi di tutti: tagli di corse, di treni, ritardi e disagi. «Noi di Trenitalia siamo degli esecutori dei servizi che ci vengono questi, e ci adeguiamo al budget che ci mettono a disposizione – dice Francesco Costantino, direttore regionale Trenitalia Sicilia – noi abbiamo un committente, che nelle altre parti è la Regione, mentre in Sicilia si parla direttamente dello Stato. Vista la situazione economica, muoversi e soddisfare tutti è sempre più difficile. Facciamo di tutto per fare al meglio il nostro lavoro, e i nostri piani sono creati proprio per ridurre al minimo i disagi. Se in estate in alcune tratte ci sono meno treni è perché ci sono meno passeggeri – continua – e tutto ciò che risparmiamo in estate, ce lo ritroviamo poi in inverno, quando l’utenza è molto più numerosa. Per questo motivo abbiamo tagliato per ora dei servizi, come ad esempio la frequenza sulla Palermo-Giachery: oggi c’è un treno ogni ora con mille passeggeri circa al giorno, in inverno ne abbiamo uno ogni mezz’ora, è vero, ma di passeggeri ce ne sono 6000».
Sul rinnovamento dei treni, Costantino ha detto: «Trenitalia ha già bandito delle gare, i nuovi treni elettrici arriveranno nel 2014, ma la Sicilia ha il parco macchine più rinnovato d’Italia, con l’acquisto dei 40 Minuetti». Il dirigente regionale Anna Buttafuoco: «Nel 2013 le risorse potrebbero essere tagliate ulteriormente, ma stiamo facendo di tutto per evitarlo. Il nostro contratto con il ministero ci impone delle misure. Cercheremo comunque di stanziare delle somme per i nuovi treni e per migliorare l’attuale situazione».

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