Sulle tracce di Julia Roberts Pretty Woman ispira la Sicilia

Nella linea 2013 di alcuni stilisti ci sono molti richiami al celebre film. Ci ha pensato anche Valentina Violante, palermitana, creativa di Viola Murder

Il film Pretty Woman ha fatto scuola di stile, forse perché tante donne si identificano con una cenerentola moderna che viene salvata da un principe azzurro, munito di auto costosa. Gli abiti indossati dalla protagonista, Julia Roberts, nella fortunata pellicola del 1990 e realizzati dalla costumista Marilyn Vance, sono oggi memorabili e imitati. Quello rosso della scena in cui Richard Gere, prima di portarla al teatro dell’Opera, le dona una preziosa collana, è considerato tra i più belli della storia del cinema, accanto al tubino nero Givenchy indossato da Audrey Hepburn in «Colazione da Tiffany» e a quello in seta bianca plissettata di Marylin Monroe, in «Quando la moglie è in vacanza» che le si solleva al soffio d’aria della metropolitana di New York.
Questo stesso, disegnato da William Travilla per la pellicola nel 1955, è stato battuto all’asta nel 2011, a Los Angeles, per più di 2 milioni di dollari. Tornando a Pretty Woman, l’abito più audace del film, quello che appartiene alla Vivian non ancora «principessa» ma al lavoro in strada, dove avviene il fortunato incontro con il tycoon che la salverà, è bianco e celeste «annuvolato», in tessuto stretch e caratterizzato da ampi spacchi sull’addome, uniti da un anello in vita. Scandaloso all’epoca, quasi innocuo oggi, è attualmente un capo «best seller» di Tripp NYC, azienda con sede nel creativo East Village della Grande Mela, con il nome di «Pretty Woman Bodycon Dress» ed è stato indossato da Emma Watson, l’Hermione di Harry Potter, per la rivista GQ, dalla nipote della star e attrice, Emma Roberts ad un happening di Halloween, e da Miley Cirus, cantante ed ex reginetta Disney per una posa privata su Twitter. È invece il «polka dot» dress color cioccolato, a piccoli pois bianchi, altro capo icona sfoggiato nel film alla gara di Polo, ad aver ispirato Valentina Violante, palermitana, laureata all’Accademia di Belle arti, creativa della casa di moda «Viola Murder», appena nata su un progetto tutto siciliano glam e low cost, di Area 51in società con Fabio Cusimano.
Nella collezione 2013, c’è un abito molto simile, nel taglio e nei colori, e molti i pezzi della linea ne richiamano lo stile. Con tonalità beige e terra bruciata, fantasie a piccoli disegni e cappelli a falde larghe abbinati. Frizzante l’abito su sfondo bianco con un volo di farfalle rosse e nastro di raso al collo in tonalità più accesa, che è stato proposto in occasione dello scorso Pride di Palermo, nello stand ai Cantieri culturali. Sofisticato lo stesso modello in marrone, con taglio della gonna trapezoidale e bustino stretto, stile anni Cinquanta. Il capo icona della nuova griffe è comunque la «Flower t-shirt», maglietta sagomata a tinta unica con una serie decorativa di applicazioni floreali, realizzati con stoffa rigida e fantasia a contrasto. Proposta anche nella versione «As you like it, viceversa» , mettibile da entrambi i lati. Il marchio strizza l’occhio anche alle mamme e figlie fashion che vogliono vestirsi alla stessa maniera, ma in misure diverse. La rete di vendita è costituita da due negozi monomarca a Palermo, in via Gaetano Daita, e a Catania in via Etnea e in multimarca di undici regioni italiane.

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