Berlusconi e interdizione, scenari dopo richiesta Pg Riflessi non solo giudiziari, ma anche politici

ROMA. La richiesta avanzata dal sostituto procuratore della Cassazione, Antonio Mura, durante l'udienza del processo Mediaset, di rideterminare per Silvio Berlusconi la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici, portandola da 5 a 3 anni, apre nuovi scenari non solo e non tanto processuali, ma soprattutto politici.

Ecco gli sviluppi possibili:
- La Cassazione accoglie in toto la richiesta del Pg e fissa in tre anni la durata dell'interdizione dai pubblici uffici. Ai fini politici, Silvio Berlusconi non potrebbe più candidarsi per lo stesso periodo e quindi potrebbe di nuovo scendere in campo all'età di 80 anni. Quanto alla possibilità di continuare a sedere in Parlamento fino alle prossime elezioni, per lui, attualmente senatore, si aprirebbe l'iter di fronte alla giunta per le elezioni e poi all'Aula spetterebbe l'ultima parola. Nessuna incidenza c'è per quanto riguarda l'indulto, che non si applica alla pena accessoria.

- La Cassazione accoglie parzialmente le richieste del Pg, cioè ammette che è necessaria una rideterminazione dell'entità dell'interdizione dai pubblici uffici, ma rinvia a Milano, in Corte d'appello, annullando solo per questa parte la sentenza di secondo grado. In questo caso la Corte d'appello dovrebbe ridefinire la pena accessoria e soprattutto si allungherebbero i tempi: Berlusconi potrebbe quindi continuare ad esercitare il proprio mandato politico per un lungo periodo, considerato anche che il nuovo verdetto di Milano potrebbe essere di nuovo impugnato in Cassazione.

- Se, invece, la Cassazione deciderà l'annullamento in toto, con rinvio, della sentenza di secondo grado si dovrà svolgere a Milano, davanti ad altri giudici, un processo d'appello-bis. In questo caso, considerati i tempi necessari per la fissazione del nuovo giudizio, maturerà di sicuro la prescrizione per la frode fiscale riferita all'anno 2002. In caso di condanna (solo per i fatti del 2003, dunque), la pena sarà inferiore rispetto ai quattro anni inflitti al Cavaliere, e se non supererà i tre anni di reclusione non sarà applicata l'interdizione dai pubblici uffici. Fino a tre anni di reclusione non si porrebbero neppure problemi per l'esecuzione della pena principale, tutta coperta da indulto, e Berlusconi potrà continuare la sua attività politica senza problema alcuno.

- Nessun problema, invece, si porrebbe per Berlusconi in caso di annullamento senza rinvio da parte della Cassazione della sentenza di secondo grado - che equivarrebbe ad una assoluzione; o in caso di assoluzione in un processo d'appello bis. Il peggio per l'ex premier, ovviamente, sarebbe la conferma integrale da parte della Suprema Corte della sentenza già emessa dai giudici di Milano (quattro anni di reclusione e cinque anni di interdizione dai pubblici uffici).

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