Sicilia, Cronaca

Il Papa sui gay: "Chi sono io per giudicare, ma no alle lobby"

ROMA. La lobby gay non va bene, perchè non vanno bene le lobby. Circa i gay «io non giudico, se è una persona di buona volontà, chi sono io per giudicare?». «Non ho trovato carte d'identità di gay in Vaticano, dicono che ce ne sono, credo che si deve distinguere il fatto che è gay dal fatto che fa lobby». Lo ha detto il Papa in volo da Rio a Roma durante un'ora e venti di conferenza con i giornalisti in cui ha affrontato in modo diretto, esaustivo e franco, una serie di temi anche spinosi dei suoi primi mesi di pontificato, ma anche moltissimi temi lievi o alti del fatto di fare il Papa. Tra i temi spinosi il caso di mons. Giambattista Ricca, accusato da una campagna di stampa di comportamenti immorali - per il quale però, chiarisce, «ho fatto una 'investigatio previà», (cioè una inchiesta prima di nominarlo prelato dello Ior, ndr) e «non è risultato nulla» - e quello di mons. Nunzio Scarano, contabile dell'Apsa, - «finito in galera, pensate che sia andato in galera perchè somigliava alla beata Imelda? È uno scandalo, una cosa che fa male». Di ritorno dall'entusiasmante viaggio in Brasile per la Gmg papa Francesco ha deciso a sorpresa questo incontro con i giornalisti - ai quali all'andata aveva detto di non essere capace di rilasciare interviste - rispondendo con chiarezza e efficacia, ironia e umanità. Così si è appreso che fare il vescovo e poi il Papa lo rende «felice», che si porta la valigia da solo perchè questo fa parte della normalità, che tutti i timori per la «sicurezza» in Brasile non lo hanno fermato perchè preferisce godere della vicinanza delle persone e affidarsi a Dio. E poi, constata, a Rio «non ci sono stati incidenti».  Il Pontefice inoltre conferma che la riforma della curia è stata chiesta dalle congregazioni preconclave e che lui ha dovuto anticipare l'esame della «questione economica» per le cose «che sapete sono accadute». Leggi vicende Ior, la «banca vaticana» per la quale ha nominato una commissione di cui si fida: non sa quali forme avrà la riforma, ma è certo che «trasparenza e onestà» dovranno essere i criteri che la ispireranno. Il Papa non crede che i suoi cardinali vivano nel lusso, ma in «appartamentini», non vuole imporre il proprio stile di vita sobrio a nessuno, perchè «ognuno deve vivere come il Signore gli chiede, ma - precisa - la austerità generale credo che sia necessaria per tutti quelli che lavorano nel servizio della Chiesa». Ampia parentesi sui tanti che in curia lavorano sodo, sui collaboratori nei quali apprezza che gli segnalino quando non sono d'accordo con lui e sul fatto che «la curia è un poco calata di livello». «Vatileaks è un problema grosso - dice - ma non mi sono spaventato». E racconta la consegna da parte di Ratzinger di uno scatolone con le testimonianze della inchiesta e di una busta con la sintesi. Riferisce senza remore l'agenda dei viaggi in fieri e spiega che in Asia «bisogna andare», perchè Benedetto XVI non ha fatto in tempo ad andarci.  Questo primo viaggio internazionale lo ha entusiasmato: «sono contento, spiritualmente mi ha fatto bene, trovare la gente mi fa bene». Ha apprezzato il «calore» del popolo brasiliano, capace di allegria «nonostante tante sofferenze», l'organizzazione tecnica e artistica, e le «voci dei giovani», quasi non vuole credere che fossero tre milioni, ma dice che «dall'altare si vedeva tutta la spiaggia piena», dove la spiaggia sono i 4 chilometri di Copacabana.  Tra argomenti seri spesso illustrati con aneddoti, non finisce di raccontare, dal suo rapporto con Benedetto XVI, a come la chiesa dovrebbe valorizzare la capacità delle donne di «compiere scelte rischiose», mentre sul sacerdozio femminile Giovanni Paolo II, ricorda, ha detto una «parola definitiva» e questa è una «porta chiusa». Spiega come vede Roncalli e come vede Wojtyla, che canonizzerà, forse in primavera. Racconta la visita a Lampedusa e la pena per tutti quei morti in mare.  L'impressione che il Papa suscita e di una persona fortemente e umilmente in ruolo, di un uomo di governo dotato di una dirompente energia e una grandissima umanità. «Mi sento gesuita nella mia spiritualità - spiega - negli Esercizi spirituali e nel cuore».

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