Oltre l’handicap nella natura Superare i propri limiti in bicicletta

Il ciclismo è considerato molto indicato per ragazzi con difficoltà sia psichiche che motorie. Permette di allungare i tendini e migliorare la postura

La bicicletta come opportunità per superare i propri limiti e fare amicizia. A portare avanti questa idea è l’associazione palermitana NonSoloSterrato, che insieme all'associazione Aurora, segue 600 famiglie di ragazzi autistici solo a Palermo e consente loro di poter fare sport all’aria aperta in forma gratuita. Negli ultimi sette mesi l'allenatore di bici su strada, Alessandro Oliva, è riuscito a cambiare la vita a quindici ragazzi autistici e spastici.
Tra i fortunati c'è Fabio, un ragazzo autistico che all'inizio ha avuto grosse difficoltà ad allenarsi sulla bici e si mordeva le mani per lo stress. Ma ora fa venti chilometri in bici, non prende più farmaci ed è dimagrito 10 chili. Anche Vittorio è un ragazzo autistico che nella fase iniziale si metteva le mani nelle orecchie e pedalava al contrario. In un primo momento ha dovuto portare la bici a tre ruote poi quella a due che oggi riesce a pedalare fino a Mondello.
Ci sono Anche Vincenzo e Francesco Lapis due fratelli che hanno dei disagi mentali, ma hanno compiuto grandi miglioramenti sia dal punto di vista fisico che mentale. «Mio figlio prima non riusciva a poggiare il piede perché aveva i tendini della gamba spessi e corti - racconta il padre dei ragazzi - ora facendo ciclismo ha allungato i tendini e riesce a poggiare bene i piedi per terra e ha notevolmente migliorato la sua postura».
Alcuni ragazzi hanno conosciuto questa possibilità tramite l'associazione Aurora che si occupa di seicento famiglie di ragazzi autistici solo nel capoluogo. Il presidente dell'Associazione «Aurora», Ivana Calabrese, si occupa di organizzare attività scolastiche e sportive. A fine giugno l'associazione ha portato per quattro giorni i ragazzi in colonia in un terreno confiscato alla mafia a Piano dell'Occhio. Qui sono state fatte delle lezioni di ciclismo. All'inizio viene mostrato come girare il piede nel pedale, poi si cerca di mettere il ragazzo in equilibrio sulla bici a tre ruote. «Questo è uno strumento di valore non solo economico ma anche sportivo - spiega Alessandro Oliva -, ci è stata donata da una scuola bici per disabili 'Val di Non e sole', che esiste già da dieci anni».
Oliva ha anche organizzato quest'anno una piccola gara con tanto di medaglie per i vincitori. L'obiettivo non è solo quello di fare praticare uno sport a questi ragazzi, ma anche cercare di farli stare in gruppo in modo tale che non si isolino e si divertano. «Ogni settimana noi cerchiamo di coinvolgere la popolazione di Palermo a venire nel parco della Favorita e mettersi in contatto con la natura. Lo scorso maggio abbiamo organizzato un evento dal titolo ‘Fabio ci farà da apripista’», spiega Oliva.
Il ragazzo ormai è allenato e conosce perfettamente i percorsi ciclistici all’interno del parco. Alcune persone normodotate hanno avuto difficoltà a star dietro a Fabio.
Per promuovere l'attività di «Nonsolosterrato» Oliva e alcuni amici hanno portato a fine giugno in giro, attraversando in bici i centri della Sicilia, un carrellino con su scritto «Amici su due ruote, si può eliminare la disabilità». Prossimamente questa iniziativa verrà estesa anche al resto dell'Italia meridionale e la tappa d'arrivo sarà la città di Napoli. L'associazione ha una pagina su Facebook «Solosterrato Non solosterrato» dove si possono trovare informazioni e foto.

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