Regione, maxi rotazione di dirigenti ai Beni culturali

In sedici tra musei e parchi regionali soppressi i vertici. Saranno trasferiti anche i custodi

 PALERMO. Scatta la rotazione dei dirigenti e custodi del dipartimento dei Beni culturali. La riforma, messa a punto dall’assessore Mariarita Sgarlata e dal dirigente generale Sergio Gelardi, è stata approvata dalla giunta regionale e prevede il taglio di 16 postazioni dirigenziali tra musei e parchi archeologici e la rotazione di tutti e 56 i vertici delle strutture siciliane che resteranno in piedi. Cambieranno i dirigenti di musei, parchi e soprintendenze ad eccezione di quelle di Ragusa e Palermo, dove le nomine risalgono ad aprile. A farne le spese saranno soprattutto i parchi archeologici: dei 26 attuali ne rimarranno in vita solo cinque. Gli altri diventeranno musei in attesa di essere perimetrati, ovvero formalmente istituiti individuando l'estensione dei confini. «L’iter è in via di conclusione - spiega il dirigente Gelardi - contiamo di avviare gli spostamenti e pubblicare gli atti di interpello a cavallo di Ferragosto, tra il 15 e il 20 del prossimo mese». La rivoluzione dei Beni culturali interesserà anche numerosi custodi, in tutto 1.200: dal dipartimento ammettono che probabilmente molti musei erano stati istituiti proprio per accogliere dipendenti e precari locali.  Il piano era stato messo a punto a maggio, quando l’assessore Sgarlata aveva definito i beni culturali siciliani una struttura «appesantita», considerato che il dipartimento conta 72 tra aree e servizi, 300 unità operative e 26 Parchi. Una struttura ritenuta «irragionevole e non funzionale» dall’assessorato, che risponderebbe «da una parte alle liturgie clientelari di sempre, dall'altra alla logica devastante del divide et impera». Il riordino, spiegano dall’assessorato, risponde anche all’esigenza di accelerare la spesa dei fondi comunitari, che era «ripartita in tre servizi del dipartimento che operano con criteri e metodi non omogenei, laddove la primaria esigenza di velocizzare la spesa richiederebbe invece la contrazione delle strutture e l'abbreviamento della catena di comando».  La nuova rivoluzione del governo Crocetta, che arriva dopo le rotazione della Formazione e del Territorio e ambiente, scatterà a metà agosto: «Stiamo definendo gli spostamenti - chiarisce Gelardi - vogliamo evitare paralisi di uffici e vuoti d’organico in piena estate». Accorpando i diversi siti, tra musei e siti archeologici, il dipartimento spera di far fronte anche alla gestione degli ingressi: «Il problema - dice Gelardi - non è tanto quello del numero di ingressi gratuiti, ma del numero di visitatori a fronte del costo e della funzionalità in base ad esempio al numero di custodi». Emblematico il caso di Centuripe, nell’Ennese, dove opererebbe una trentina di precari che nel 2012 ha accolto 1.100 visitatori, di cui solo 398 paganti.

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