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Miccoli verso il Lecce? Trattativa in stand-by, divisi i tifosi giallorossi

Da una parte c'è chi sogna il "Romario" del Salento, dall'altra c'è chi non ha dimenticato le ingiurie contro Falcone e le foto con esponenti di spicco di Cosa Nostra

LECCE. Fabrizio Miccoli ed il Lecce: storia di un matrimonio possibile, che in queste ultimi giorni potrebbe registrare l'accelerata decisiva. Questo matrimonio calcistico, che potrebbe avere del clamoroso, ha bisogno però di avere ancora dei punti fermi. Lui, da sempre tifoso numero uno del Lecce, sarebbe pronto a ripartire dalla Lega Pro con la maglia che ha più amato. Il presidente Tesoro, che ha gia« incontrato il calciatore, ci spera. C'è da superare l' "imbarazzo"  dopo le vicende extracalcistiche che lo hanno profondamente turbato, con Miccoli che ha bisogno di sentire attorno a sè il calore
dei tifosi che lo hanno visto crescere prima di iniziare le sue peregrinazioni nelle varie squadre sino al Palermo.


Imbarazzo che da alcuni giorni, alla notizia del suo probabile ingaggio, ha diviso i tifosi giallorossi, con una battaglia mediatica scatenatasi sui social network. Da una parte
chi sogna il "Romario" del Salento - nato a Nardò, 30 chilometri a sud di Lecce - in maglia giallorossa, dall'altra, invece, chi non ha dimenticato le ingiurie nei confronti di Giovanni Falcone e le foto con esponenti di spicco di Cosa Nostra. Una parte di tifoseria pronta a benedire il suo arrivo, pronta a dimenticare, con l'idea che il bomber di San Donato di
Lecce vesta la maglia giallorossa in una sorta di  mistica redenzione, di un atto d'amore che rende meno difficile il perdono. "Ha chiesto scusa ed ha detto di voler dimostrare il
suo pentimento con gesti concreti - commenta il presidente della Camera di Commercio di Lecce Alfredo Prete -. Ha ammesso di avere sbagliato".


Ma c'è chi non si sente più rappresentato. "Non dovrebbe mettere più piede in nessun campo di calcio. Con le accuse che gli sono state contestate, vederlo giocare avrebbe un
grave effetto diseducativo", è il giudizio netto e senza remissione di colpa il giudizio di Alfredo Mantovano, ex sottosegretario all'Interno e magistrato. A questo aspetto, di non secondaria importanza, si unisce quello prettamente economico. Il presidente Tesoro sarebbe pronto a compire uno sforzo economico, ma bisogna vedere fino a che punto il calciatore sarebbe disposto a ridursi sensibilmente il lauto ingaggio che ha sempre avuto. Necessario un punto d'incontro per la società giallorossa, con Miccoli che, per amore della maglia giallorossa, dovrebbe fare un passo indietro. Gli inizi della settimana potrebbero registrare dei momenti decisivi nella trattativa, affare che ora come ora dipende solo
e soltanto dalla volontà di Fabrizio Miccoli: per certi versi, anche alla luce delle vicende extracalcistiche che lo hanno interessato, il fatidico sì sembra una chance obbligata.

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