Legge anti-parentopoli, il testo

L’articolo 1. dichiara ineleggibili i candidati con parenti nella formazione. 
«Chi ha il coniuge, ascendenti o discendenti, ovvero parenti o affini sino al secondo grado, i quali ricoprano il ruolo di rappresentante legale, amministratore o dirigente socio, anche occulto, in enti o società operanti nel settore della formazione professionale che abbiano rapporti con l'Amministrazione regionale di natura finanziaria o autorizzatoria». Le cause di incompatibilità dei deputati regionali si applicano anche nei confronti dei componenti della Giunta regionale. Ad essere interessato dalla norma è ad esempio il deputato del Pd Franco Rinaldi: assieme al cognato Francantonio Genovese, è socio tramite l'immobiliare Geimm dell'ente Training service, che nell'Avviso 20 ha avuto finanziati diversi corsi di formazione. Nei giorni scorsi i due sono finiti al centro di un’inchiesta. La nuova bozza rimanda però alla legge per l’elezione dei deputati all’Ars e in particolare all’articolo che elenca i casi di ineleggibilità. «Non si parla di incompatibilità così come nel testo di Crocetta» afferma un deputato. In pratica non è ancora chiaro se la legge, una volta approvata, avrà effetto sugli attuali deputati.
L’articolo 2. vieta rapporti d’affari di ogni tipo con la Regione ai parenti di deputati, assessori e burocrati.
«È fatto divieto all'amministrazione regionale di affidare appalti, concessioni di lavori, forniture di beni e servizi, ad esclusione dei casi in cui sia necessaria l'applicazione di procedure di evidenza pubblica, in favore del coniuge, ascendenti o discendenti, ovvero parenti o affini sino al secondo grado, di deputati regionali, di componenti della Giunta regionale o di dirigenti generali dell'amministrazione regionale». Il divieto è esteso anche alle imprese. «In caso di violazione gli atti eventualmente posti in essere sono nulli». Restano esclusi i casi di appalti aggiudicati tramite evidenza pubblica. Per fare un esempio, il figlio dell’ex assessore Antonio Zichichi, Lorenzo, finito al centro di una polemica per alcuni appalti vinti nel settore dei beni culturali, non sarebbe stato interessato da questo provvedimento.

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