Sicilia, Archivio

Ato Cl1, lavoratori senza stipendio da 4 mesi

CALTANISSETTA. Rischio emergenza rifiuti nei quindici comuni che compongono l'Ato ambiente Cl1. La società d'ambito è in arretrato di quattro mensilità e il centinaio di dipendenti che vi prestano servizio minaccia di incrociare le braccia. In questo caso i rifiuti resterebbero nei cassonetti in ogni angolo dei comuni interessati. E non, come già oggi avviene - in questo caso a seguito dello stato di agitazione dei lavoratori, proclamato mesi addietro - a macchia di leopardo, soltanto in alcune zone. Quasi sempre le più periferiche.
L'ipotesi dello sciopero è emersa nel corso dell'assemblea sindacale svolta venerdì sera nella sala riunioni della sede nissena dell'Ato. Durante la quale i lavoratori hanno espresso forte preoccupazione «sulla grave situazione finanziaria della società d'ambito e sull'assenza di risorse per il pagamento degli stipendi di aprile, maggio e giugno e della quattordicesima». A oggi, infatti, l'Ato ha saldato il solo mese di marzo. Questo perché, come affermato dal commissario liquidatore della società, Elisa Ingala, «solo i comuni di Milena e di Santa Caterina hanno accreditato le somme necessarie». I rimanenti comuni, invece, non avrebbero ancora versato quanto stabilito nel corso dell'incontro svolto in prefettura il 4 giugno, «contravvenendo, così, a quanto stabilito alla presenza del Prefetto». Tanto che il segretario organizzativo della Uil - Temp, Andrea Morreale, ha parlato di «sconforto, rabbia e disperazione dei lavoratori, i quali non vedono alcuna prospettiva». Avvertendo che «il perdurare di tale situazione potrebbe comportare lo stop dei servizi d'igiene urbana». Anche perché, ha affermato ancora il sindacalista, «molti lavoratori, senza un euro nelle tasche, non hanno nemmeno la possibilità di raggiungere il posto di lavoro». Così Michele Ferro, della Cgil, ha sollecitato «i comuni inadempienti a versare nelle casse dell'Ato le quote di competenza, affinché i lavoratori dei quindici comuni possano fare fronte a tutte le incombenze che giornalmente si presentano». «Servono i fondi che i comuni sono chiamati a versare per assicurare il servizio e garantire ai lavoratori il pagamento puntuale delle retribuzioni», gli ha fatto eco Morreale. La speranza dei due sindacalisti è nell'assemblea dei soci dell'Ato già convocata dal commissario Ingala per l'approvazione dei bilanci e nell'incontro con il Prefetto in programma per il 10 luglio. «E che finalmente si dia seguito alla legge di riforma degli Ato, come dettato dal legislatore regionale, scrivendo la parola fine su questa brutta pagina di cronaca nissena».

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