Sicilia, Politica

Province, arrivano generali e prefetti

Ecco chi sono i commissari a cui Rosario Crocetta affiderà l’incarico di traghettare le Province verso il nuovo corso, determinato dalla legge che ha abolito questi enti

PALERMO. Il generale dei carabinieri Domenico Tucci a Palermo, il prefetto Alessandro Giacchetti a Siracusa, il vice prefetto Filippo Romano a Messina. E poi i quattro uscenti a Catania, Ragusa, Caltanissetta e Trapani. Ecco chi sono i commissari a cui Rosario Crocetta affiderà l’incarico di traghettare le Province verso il nuovo corso, determinato dalla legge che ha abolito questi enti. La nomina ufficiale arriverà domani sera, quando il presidente avrà completato il mosaico (non c’è ancora una scelta per Agrigento e Enna) e avrà raggiunto l’intesa politica con tutti i principali partiti.
Entro fine dicembre l’Ars dovrà varare una seconda legge che disegna competenze e limiti dei consorzi di Comuni che sostituiranno le Province dal gennaio 2014. Nell’attesa spazio ai commissari che gestiranno le funzioni amministrative e il personale. La mappa è pronta da ieri pomeriggio. E arriva al termine di una settimana in cui il presidente della Regione è stato a lungo a Roma, dove ha incontrato gli alleati ma anche i leader del Pdl a cominciare da Angelino Alfano.
E non è un caso che alcuni nomi siano molto graditi proprio in ambienti del ministero dell’Interno, come quello del prefetto Giacchetti che è già a Siracusa ma nella qualità di commissario del Comune e adesso si sposterà alla Provincia.
Crocetta ha molto insistito sulla scelta del commissario di Palermo. Il generale in pensione Domenico Tucci, ha detto il presidente agli alleati in questi giorni, «è una delle personalità disponibili più in vista sul fronte dell’antimafia nelle amministrazioni locali». Tucci ha lavorato a Palermo e poi nel Nisseno, in particolare a Gela intorno dalla metà degli anni Novanta proprio quando in città nasceva il fronte antiracket.
La scelta su Messina è invece caduta sul vice prefetto Filippo Romano, che in riva allo Stretto ha già lavorato come capo di gabinetto del prefetto Francesco Alecci. Crocetta ha ricordato agli alleati nelle conversazioni degli ultimi giorni che «Romano ha una grande esperienza nella gestione di situazioni difficili avendo guidato negli ultimi anni vari Comuni sciolti per mafia». È il caso di Platì, Taurianova, Canicattì. Inoltre Romano ha guidato recentemente delle Province non sciolte per mafia: Udine e Lecce.
In attesa di sciogliere i nodi che riguardano Enna e Agrigento, il presidente ha però già deciso di prorogare i commissari uscenti nelle Province in cui i vertici si erano dimessi per candidarsi in recenti elezioni. A Ragusa resta Giovanni Scarso malgrado qualche incomprensione recente con Crocetta. A Trapani resta il vice prefetto di origine triestina Darco Pellos. A Catania e Caltanissetta conferme per Antonella Liotta e Damiano Li Vecchi.
Scegliendo questi nomi Crocetta impone la linea annunciata fin dall’inizio, quella di non affidarsi a funzionari regionali o personalità che gravitano nell’orbita politica. Anche per questo motivo il presidente ha ufficialmente scartato uno dei nomi più quotati alla vigilia per guidare la Provincia di Palermo, quello di Antonio Ingroia. L’ex pm ha lasciato la magistratura e questo ha pesato sulla scelta: «Aveva tutti i requisiti per rivestire l’incarico di commissario - ha detto Crocetta - ma adesso è a tutti gli effetti un leader politico e io non nomino leader politici. So distinguere il limite fra azione politica e azione amministrativa».

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