Artigiani alla kermesse: così lavoriamo cuoio e pelli

Massimo Milani, è un cinquantenne romano che vive a Palermo da più di trent’anni dove si è anche sposato con il suo compagno, Gino Campanella, in maniera simbolica ovviamente. È stato nel 1993, in piazza della Vergogna, durante una manifestazione politica per la rivendicazione del diritto alle unioni omosessuali, durante la sindacatura di Leoluca Orlando. Massimo e Gino, che sono stati i fondatori, nel 1981, a Palermo, del primo circolo arcigay di Italia, nella vita si occupano della lavorazione del cuoio e delle pelli, nel loro laboratorio artigianale in via Ponticello, zona Casa Professa. «Ho iniziato la mia attività a Roma, - spiega Milani - da studente senza lavoro, e quel periodo coincide con il colpo di fulmine di Gino per me per cui lasciò il suo compagno, per iniziare questo sodalizio privato e professionale. Prima vendevano le nostre cose "sul tappeto", come si diceva alla fine degli anni Settanta, a Porta Portese o a Piazza di Spagna, dove ora stanno le bancarelle degli extra comunitari. A Palermo, invece, abbiamo aperto il nostro primo negozio». Il marchio si chiama Quir, e richiama sia il suono francese di cuoio sia il modo inglese di dire gay, e produce cinture, portafogli e bracciali. «Nel tempo, il nostro stile è cambiato e si è adeguato alla richiesta dei tempi, pur mantenendo l’originalità dei nostri pezzi».
MI. AV. 

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