Manager della Sanità, Borsellino: "La scelta dopo i colloqui con candidati"

PALERMO. Il governo sceglierà i manager della sanità dopo avere sottoposto a colloquio i 650 candidati inseriti nell'elenco degli idonei. Lo ha spiegato l'assessore regionale alla Sanità, Lucia Borsellino, riferendo all'Assemblea regionale sulle procedure per la nomina dei dirigenti generali di aziende e ospedali pubblici.  L'assessore ha ripercorso in aula l'intera procedura cominciata alla fine dell'anno scorso, quindi ha fatto riferimento alle criticità dei criteri a punteggio definiti dal commitato tecnico per una scrematura dell'elenco che portò a una griglia di 51 nomi, rilevate dalla commissione Sanità dell'Ars e avvalorate da un parere dell'ufficio legislativo e legale di Palazzo d'Orleans, richiesto dall'assessorato. Borsellino ha chiarito che «l'avviso non sarà in alcun modo modificato» e la procedura per la nomina dei manager sarà oggetto di una delibera della prossima giunta di governo. «I colloqui - ha detto l'assessore - serviranno ad accertare il profilo manageriale dei candidati».

PD: "SERVE PARERE DELL'AVVOCATURA". «Credo sia opportuno richiedere un ulteriore parere all'Avvocatura dello Stato, che è un organo terzo: i colloqui, così come sono previsti dal bando, non possono determinare l'idoneità o meno dei candidati». Lo ha detto Giuseppe Laccoto, deputato regionale Pd e componente della commissione Sanità all'Ars, intervenendo in aula nel corso del dibattito sulla selezione dei manager della sanità. «Dobbiamo fare tutto il possibile in questa fase - ha aggiunto - per metterci a riparo da eventuali ricorsi che potrebbero pregiudicare la selezione. Oltretutto la recente sentenza del Cga Sicilia ribadisce che nella selezione dei direttori generali 'non deve essere effettuata alcuna valutazione comparativa fra gli aspirantì. Al tempo stesso il bando prevede l'obbligatorietà dei colloqui, a supporto della valutazione dell'assessore, colloqui che devono comunque limitarsi ad essere un 'supportò alla valutazione complessiva». La richiesta di un parere dell'Avvocatura dello Stato è stata sostenuta anche dal presidente della commissione Sanità all'Ars Pippo Digiacomo e dal deputato Pd Antonello Cracolici.  «Probabilmente avere pubblicizzato i criteri di valutazione nella fase iniziale è stato un errore - ha detto Digiacomo - perchè questa è apparsa come una procedura concorsuale, ma in realtà non lo era».

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