Venerdì, 18 Agosto 2017

"Blowin' in the Wind" di Bob Dylan compie 50 anni

Il 27 maggio 1963 usciva negli Stati
Uniti "The Freewheelin' Bob Dylan", secondo Lp di un ragazzo che
si avviava a diventare il più famoso cantautore della sua
epoca. Dylan aveva compiuto 22 anni tre giorni prima. Il disco
si apriva con una canzone destinata a diventare ancora più
famosa del suo autore, "Blowin'in The Wind". Al menestrello di
Duluth e al mezzo secolo di questa canzone - che divenne simbolo
del movimento per i diritti civili dopo che Dylan la eseguì
davanti a Martin Luther King durante un'epocale manifestazione
di protesta a Washington - è dedicato "Quante Strade", in
uscita per Arcana.
Come sottolinea l'autore del libro, Alberto Crespi - critico
dell'Unità e uno degli autori-conduttori di Hollywood Party,
programma quotidiano sul cinema di Radio3 - "Blowin'in The Wind"
in realtà «non era una vera canzone di protesta: era una
poesia lirica dai toni biblici, che poneva domande sul destino
dell'uomo e sulle vie che deve percorrere nel suo passaggio su
questa terra. Ma - sottolinea Crespi - proprio perchè le
domande erano al tempo stesso così generiche e così epocali,
il pezzo divenne subito l'inno del movimento, al pari di
classici come We Shall Overcome». "Quante strade" analizza il significato e l'eredità di
"Blowin'in The Wind" per raccontare i 50 anni di storia che ha
attraversato. Un percorso nell'America degli anni '60 anche
attraverso interviste inedite a Francesco De Gregori, Francesco
Guccini, Furio Colombo, Mariano De Simone, Walter Veltroni,
Ernesto Bassignano e Alessandro Portelli. Ma si torna anche
all'Ottocento americano, da dove la canzone proviene, perchè
come scrive Crespi, la melodia è la stessa di No More Auction
Block, una ballata popolare sullo schiavismo che risale ai tempi
della Guerra di Secessione, e che Dylan (72 primavere
festeggiate il 24 maggio) ben conosceva.

© Riproduzione riservata

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