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Il Palermo saluta la serie A e dice addio a Miccoli

PALERMO. Anche la partita degli addii è amara. Il Palermo finisce il campionato con l’ennesima sconfitta, la diciottesima della stagione. Al Parma bastano dieci minuti, gli ultimi del primo tempo, per fare tre gol ai rosanero e archiviare la pratica. Il Palermo saluta la Serie A, chiudendo al terz’ultimo posto (è stato a rischio anche questo se non fosse stato per la vittoria del Milan a Siena negli ultimi minuti). Ma l’ultima di campionato ha avuto un sapore particolare per tutto ciò che c’era attorno. In particolare nei confronti di Fabrizio Miccoli. Tutti gli occhi erano puntati su di lui. Un enorme striscione a inizio partita con il suo volto ha colorato la Curva Nord. E poi tutta una serie di cori, fino a quelli finali che gli chiedevano di restare in rosa. Ma il suo saluto alla Nord ha il sapore dell’addio. Il contratto scade il 30 giugno, ma l’uomo dei record del Palermo andrà via. Sembrano troppo lontane le parti e le ultime vicende extracalcistiche hanno probabilmente aumentato la distanza. Con la retrocessione e il probabilissimo divorzio dal suo uomo simbolo, il Palermo chiude un capitolo importante della sua storia. Zamaparini ha la penna in mano, deve decidere come scrivere quello nuovo. Qualcosa da cui ripartire c’è. Prima di tutto un pubblico che ha dimostrato grande civiltà e sportività. Si può ripartire dai palermitani. Uno di esperienza come Aronica e dall’entusiasmo e dalla voglia di emergere di Sanseverino. Poi dipenderà dal nuovo progetto del numero uno rosanero. A partire dalla guida tecnica. Se di Miccoli si ha quasi la matematica certezza, infatti, ci sono possibilità che questa contro il Parma sia stata anche l’ultima partita di Sannino sulla panchina rosa. Si siederanno attorno a un tavolo. Il tecnico vuole garanzie tecniche e di gestione per sapere di non trovarsi a rischio al primo risultato negativo. Insomma, la palla passa a Zamparini. Dalle sue intenzioni dipende il destino di altri giocatori come Sorrentino e Hernandez. Calciatori che si possono rivelare decisivi in B e possono rappresentare quel valore aggiunto, ma che probabilmente intendono conoscere al più presto cosa vuole fare il Palermo da grande.
Sono questi i significati di un’ultima partita in cui il Palermo ha iniziato con grinta per regalare almeno un ultimo sorriso da Serie A. Ci tiene a fare bene il Palermo negli ultimi 90 minuti in Serie A. La squadra di Sannino crea grappoli di occasioni da gol senza però mai sfondare. I primi due squilli sono di Miccoli con un paio di diagonali al 3’ e al 9’. In entrambe le occasioni è Mirante a dire di no. Ha del clamoroso, invece, quello che accade al 12’. È bravo Hernandez a liberarsi al limite dell’area e a far partire un tiro a giro che si stampa sul palo. La palla finisce sui piedi di Formica che colpisce a colpo sicuro, ma trova Mirante che con un guizzo salva sulla linea. Formica ancora prova a ribadire in rete, ma la palla attraversa tutto lo specchio della porta. ancora decisivo il portiere del Parma al 25’ a deviare in angolo il tiro di Viola, dopo un triangolo con Miccoli. Dopo il portiere, però, anche il resto del Parma decide di scendere in campo al 38’. Dopo una punizione guadagnata dal limite, Valdes lancia da destra a sinistra e trova Gobbi che al volo fulmina Benussi. Due minuti più tardi, invece, è Donati a impappinarsi a centrocampo e a far ripartire il contropiede degli ospiti con Valdes e Belfodil. La punta serve il regista, che, con un paio di finte a smarcarsi da Von Bergen e Donati, sistema la palla sul mancino e giro trova l’incrocio dei pali. Il tempo di fare un altro miracolo su Miccoli e Mirante lascia il posto a Bajza per infortunio. Sembra, però, che il Parma abbia studiato alla perfezione tutto il copione della gara. Al 45’ Amauri e Belfodil partono ancora in contropiede e il numero 9 di Donandoni da fuori area colpisce per un impietoso 0-3 che chiude il primo tempo.
Ritmi blandi a inizio ripresa con Sannino che al 53’ ridisegna la squadra. Fuori Aronica e dentro Faurlin, con Donati che si sistema al centro della difesa a tre. Fuori anche Formica e dentro Dybala. Al 63’, invece, si rivede in campo Mantovani. Per lui l’ultima apparizione risaliva al 30 ottobre nella gara casalinga col Milan. A fargli posto è Viola. Per vedere il primo lampo del secondo tempo, bisogna aspettare il 65’. Protagonista ancora Miccoli, bravo a destreggiarsi in area sullo stretto, ma il suo tiro si stampa sul palo. Finalmente un po’ di fortuna assiste il capitano al 75’, quando la sua punizione dal limite brucia Bajza.  Non succede altro. La cornice dei 13 mila del Barbera è tutta per Miccoli. I tifosi rosa dicono arrivederci alla A, al capitano hanno detto quasi certamente addio.

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