Processo Ruby, chiesti 6 anni per Berlusconi

Il pm Boccasini: l’ha pagata per fare sesso pur sapendo che era minorenne e, abusando del suo ruolo di presidente del Consiglio

MILANO. Al di la di ogni ragionevole dubbio Silvio Berlusconi ha pagato Ruby per fare sesso pur sapendo che era minorenne e, abusando del suo ruolo di presidente del Consiglio, ha fatto pressioni sui vertici e i funzionari della Questura di Milano affinchè la rilasciassero con lo scopo di evitare che rivelasse quel che era accaduto ad Arcore. Con questa convinzione il procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini ha chiesto per l'ex premier, imputato per concussione e prostituzione minorile nel processo con al centro la giovane marocchina, sei anni di reclusione, l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e l'interdizione dagli uffici legali per sei anni.
È durata circa sei ore la requisitoria di Ilda Boccassini che, con il pm Antonio Sangermano, rappresenta la pubblica accusa nel dibattimento sul Rubygate. Un intervento nel quale il pm ha messo in fila tutti gli elementi di prova emersi «esclusivamente dalle carte processuali» e che si è snodato in un crescendo di accuse fino a sostenere che «in nome della gravità dei reati commessi» e per il suo comportamento processuale («ancora una volta si è difeso non nel processo ma fuori dal processo») il Cavaliere «non merita le attenuanti generiche».
Attenuanti che, in passato,  lo hanno «salvato»  nel procedimento del Lodo Mondadori, quello sulla corruzione dei giudici.

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