Regione, i dirigenti: pochi mezzi contro gli assenteisti

"Molte assenze sono dovute ai permessi della legge 104, per accudire familiari infermi. I dipendenti usufruiscono in pieno di quei permessi: possono usufruirne di tre al mese e lo fanno puntualmente", spiega il dirigente dell'Azienda Foreste, Giovanni Arnone

PALERMO. I dirigenti generali difendono i dipendenti e l’opposizione attacca il governo Crocetta: è ancora polemica sul boom di assenze per malattia dei regionali. Nei primi tre mesi del 2013 gli impiegati di Palazzo d’Orleans hanno collezionato 57.750 giornate non lavorate, rispetto alle 47.385 rilevate nell’ultimo trimestre del 2012. Un incremento che supera di poco il 20 per cento e che si basa, ogni mese, mediamente su un campione di circa 15 mila regionali. Rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno, invece, l’incremento è stato di quasi il 33 per cento, anche se allora il monitoraggio delle assenze era effettuato su circa 12 mila dipendenti.
Numeri che spingono i partiti di opposizione ad attaccare il presidente della Regione, Rosario Crocetta. «L’assenteismo va sempre più di moda nei palazzi della Regione siciliana – dice il senatore del Pdl, Vincenzo Gibiino – tutto ciò a discapito dei cittadini e degli imprenditori ipertassati e dei tanti dipendenti pubblici per bene. I dati diffusi evidenziano un aumento del 20 per cento delle assenze. Sono forse questi i risultati lusinghieri della cura Crocetta? Quanto ancora dovremo aspettare affinché l’amministrazione regionale diventi esempio di razionalità, risparmio ed etica? Dopo sette mesi di nulla di fatto e di altisonanti proclami – prosegue Gibiino - chiediamo al governo Crocetta di rimboccarsi le maniche e di cominciare ad agire, partendo proprio da un’azione di moralizzazione e controllo interna all’istituzione stessa. Si premino i lavoratori bravi e capaci, si licenzino i fannulloni». A riguardo, nessuna replica dal presidente Crocetta.
A destare maggiore scalpore era stato il boom di assenze per malattia, oltre 20 mila, registrato a febbraio nel periodo a cavallo della rotazione dei dipendenti della Formazione e del Territorio. «Ma alla Formazione – dice la dirigente Anna Rosa Corsello – non abbiamo notato casi particolari di assenteismo. La situazione è nella normalità anche al dipartimento Lavoro, dove molti uffici sono periferici ed è più facile accorgersi subito di eventuali anomalie». Mensilmente i dirigenti hanno a disposizione il report di presenze e assenze per poter eventualmente intervenire. «Non ho notato particolari criticità nei miei uffici – dice il dirigente dell’Azienda foreste ed ex capo del Territorio, Giovanni Arnone – ma in ogni caso possiamo fare ben poco. Dovrebbero essere i dipendenti a far prevalere il senso di responsabilità. Ci sono lavoratori che per un malanno mancano tre giorni, altri che per la stessa patologia si assentano dieci giorni». Arnone spiega poi che «molte assenze sono dovute ai permessi della legge 104, per accudire familiari infermi. I dipendenti usufruiscono in pieno di quei permessi: possono usufruirne di tre al mese e lo fanno puntualmente». E in effetti i numeri in questo ambito sono costanti: se da ottobre a dicembre sono stati rilevati 12.976 giorni di assenza consentiti dalla legge 104, da gennaio a marzo sono stati 12.474, grosso modo gli stessi.

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