Gela, maestro assolto torna a scuola: mamme lo contestano

Domenico Timpanelli è stato soprannominato «il maestro della droga». Molti non lo vogliono, anche se è risultato innocente

Sicilia, Archivio

GELA. I giudici lo hanno assolto, il pregiudizio lo ha condannato. È la denuncia di un
insegnante dell'infanzia di Gela, Domenico Timpanelli, 46 anni, che nel tempo libero faceva l'operatore turistico, e che, sostiene, a scuola molti chiamano «il maestro della droga» e
non lo vogliono, anche se è risultato innocente. Arrestato il 28 aprile dello scorso anno per una falsa denuncia di usura, detenzione di droga ai fini dello spaccio e di possesso di materiale archeologico, l'insegnate, hanno scoperto i giudici, è stato vittima di un complotto economico. Arrivato a scuola, venerdì scorso, sarebbe stato additato da qualche alunno con la frase: «guarda maestra, è tornato quello della droga». E quando  ha cercato di spiegare ai bambini che la sua era «una brutta storia voluta da uomini cattivi che però, come nelle fiabe, finiva col trionfo della verità e della giustizia», è stato allontanato da una collega, che lo
avrebbe accusato di violenza psicologica sui bambini. Un'altra maestra avrebbe minacciato di abbandonare il modulo scolastico. Fuori, tra varie contestazioni, avrebbe poi incontrato mamme che non lo vogliono più come educatore dei loro figli. Timpanelli parla di«crocefissione», di scuola trasformata in «cortile d'infamie e di maldicenze» e, con un comunicato diffuso alla stampa, chiede allo «Stato italiano, che prima mi butta in una cella a morire e che poi scopre, come l'acqua calda, la mia innocenza, cosa vuole fare di me e quale lavoro vuole che io faccia».

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