Quirinale, ancora fumata nera alla quinta votazione

ROMA. Ancora fumata nera per l'elezione del capo dello Stato alla quinta votazione. La somma del numero dei voti ottenuti dal candidato più votato, Stefano Rodotà, e quelli delle schede bianche o assegnati ad altri candidati, non consente infatti più il raggiungimento del quorum dei 504 voti.
Secondo i dati ufficiali, Stefano Rodotà si ferma a quota 210 voti, pari a tre voti in più della somma M5S e Sel, mentre le preferenze per Giorgio Napolitano sono state 20. 445 le schede bianche.
Quindici voti per il Grande elettore, di nome e di fatto a causa della corporatura imponente, Rosario Monteleone ma anche un voto per Marcello Dell'Utri. Nella quinta votazione per l'elezione del Capo dello Stato i voti in ordine sparso sono diversi e fra le schede spunta anche un 'Napoletano'. Come sempre poi c'é posto, oltre che per i politici, anche per esponenti del mondo dello spettacolo e della società civile. E così oggi hanno ottenuto un voto: Massimo D'Alema, il vicepresidente del Parlamento europeo Gianni Pittella, Pierluigi Castagnetti, Pietro Grasso. Una preferenza anche a Santo Versace, al designer Giorgetto Giugiaro, al cantautore Francesco De Gregori e all'interprete della canzone bergamasca Luciano Ravasio. Infine hanno ottenuto una scheda: il presidente del Censis Giuseppe De Rita, il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky e il ministro Anna Maria Cancellieri.

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