Quirinale, è Rodotà il candidato di M5s Grillo: "Per me fanno Amato"

Ha accettato dopo le rinunce di Milena Gabanelli e Gino Strada. Lo ha annunciato Beppe Grillo con un tweet

ROMA. «Dopo la rinuncia di Milena Gabanelli e Gino Strada ho chiamato Rodotà che ha accettato di candidarsi e che sarà il candidato votato dal M5S»: lo dice Beppe Grillo in un tweet. «Rodotà è un uomo di età, ha ottant'anni, che è stato fuori dal giro, ma al telefono era contento come un bambino, perchè la rete ha pensato a lui. Metterà d'accordo tutto e tutti». Lo ha detto Beppe Grillo, nel corso di un comizio a Maniago, per le Regionali in Friuli, parlando del candidato del MoVimento 5 Stelle al Quirinale.
«Per adesso siamo su Rodotà, siamo felici, poi non lo so»: lo ha affermato Beppe Grillo a Maniago ai giornalisti che gli chiedevano cosa farà il MoVimento dopo la quarta votazione. «La palla ce l'hanno loro e hanno una responsabilità loro», ha concluso. Subito dopo, dialogando coi militanti, si è sbilanciato: «Per me fanno Amato». Quanto alle ultime voci su Mattarella ha detto: «Non so cosa dire, non so chi sia. Vedremo».
STRADA: "CONTINUO CON EMERGENCY". Gino Strada rinuncia alla sua candidatura al Quirinale, avanzata dal Movimento 5 Stelle, e indica in Stefano Rodotà la persona giusta da portare al Colle. «Credo sia meglio continuare a fare il mio lavoro - afferma il fondatore di Emergency - e faccio tanti auguri a Rodotà». A proposito della candidatura al Colle - afferma Gino Strada - credo che il mio nome, avanzato dal M5S, sia un grande segno di apprezzamento per il lavoro di Emergency, e di questo sono grato e orgoglioso. Emergency non si tira indietro quando c'è bisogno: lo dimostriamo da vent'anni nei paesi vittime della guerra e della povertà, lo dimostriamo tutti i giorni con il nostro lavoro in Italia, per assistere italiani e stranieri che oggi si trovano in difficoltà perchè lo Stato non garantisce a tutti il diritto alla cura come pure è sancito dalla Costituzione». «Il mio lavoro, il lavoro di Emergency, è questo. E penso - continua - che il modo in cui possiamo essere più utili a questo Paese, oggi, sia continuare a farlo, continuare a curare chi ha bisogno, continuare a cercare e proporre soluzioni per correggere il sistema e diventare finalmente inutili, perchè è grave che nel 2013, in Italia, ci sia bisogno dei medici di Emergency. Magari potremo anche raccontare al prossimo governo, se ci vorrà ascoltare, la nostra esperienza ventennale di medicina di qualità, gratuita e aperta a tutti, una medicina basata sui diritti umani, una medicina che vorremmo vedere anche qui». «Credo anche che questo Paese abbia urgente bisogno di cambiare rotta: a partire dal lavoro, la sanità, la scuola, che sono i pilastri della nostra società. Credo che ci sia bisogno di ripartire dalla Costituzione Italiana, la più bella del mondo, per ricostruire diritti. E per questo motivo, personalmente sono convinto che ci sia la grande occasione, oggi, di portare al Colle una persona che crede, rispetta e difende la Costituzione come Stefano Rodotà. Lo conosco, e so che con lui i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione potrebbero tornare ad essere il centro della vita pubblica di questo Paese. Il lavoro, la sanità gratuita per tutti, la scuola pubblica, l'uguaglianza e il rispetto dei diritti umani, il ripudio della guerra tornerebbero ad essere i mattoni su cui si costruisce una società sana e bella da vivere. Per questi motivi credo sia meglio continuare con Emergency a fare il mio lavoro, che è quello di curare persone, e faccio tanti auguri a Stefano Rodotà» conclude.

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