Regione, via libera al bilancio: tagli alla spesa per 1,3 miliardi

La manovra sfiora i 26 miliardi, metà destinata alla spesa corrente. Quasi 150 milioni in arrivo grazie all’applicazione dell’articolo 37 dello Statuto. La copertura del servizio sanitario garantita con 171,5 milioni

PALERMO. Con la nota di variazione, depositata all'Ars dal governo Crocetta, la manovra di bilancio 2013 si assesta a 25.934.135.000 di euro, con un incremento di 1.839.686.000 per effetto delle entrate derivanti dai trasferimenti di capitale (+ 1,6 mld) in conseguenza dell'iscrizione nel documento contabile delle risorse del fondo Coesione e sviluppo (Fsc) 2007-2013. La spesa corrente, secondo la relazione tecnica allegata alla nota di variazione, è pari a 13,752 miliardi, con una riduzione rispetto al testo trasmesso lo scorso gennaio di 720,27 milioni di euro. Il taglio della spesa, rispetto al bilancio 2012, è di 1,32 miliardi.
"Tutte le voci economiche delle spese correnti - si legge nella relazione tecnica - registrano sensibili decrementi rispetto sia alla previsione definitiva 2012 che al bilancio 2013 precedentemente presentato".
Il governo ha iscritto in bilancio per il biennio 2013-2014 ulteriori 2,375 miliardi relativi alla rideterminazione dell'assegnazione alla Regione delle risorse del Fondo coesione e sviluppo (Fsc), che ammontano in totale a 3,931 miliardi, dei quali 1,555 miliardi già accantonati in entrata al 31 dicembre 2012. I 2,375 miliardi sono stati così distribuiti: 171,5 milioni a copertura della spesa per il servizio sanitario regionale; 2,077 miliardi per il 2013 e 139,53 milioni per il 2014 accantonati nell'apposito fondo per essere destinati agli interventi previsti nel Fsc regionale e alla copertura del concorso alla finanza pubblica.
La nota di variazione del bilancio prevede inoltre nuove entrate alla luce dell'accordo con lo Stato sull'art.37 dello Statuto (imposte pagate in Sicilia dalle imprese con stabilimenti nell'isola e sede legale altrove): 49 milioni per il 2013, 50,2 milioni per il 2014 e 52,8 milioni per il 2015. E riduzione delle entrate per 3 mln (2013), 10 mln (2014) e 20 mln (2015) relative al rimborso degli oneri discendenti da operazioni di attualizzazioni dei contributi dovuti dallo Stato ex articolo 38 dello Statuto della Regione, "provvedendo alla copertura dei richiamati oneri con risorse regionali". Viene azzerata la previsione di competenza del capitolo destinato ai contributi in conto interessi per interventi di edilizia agevolata e convenzionata, "provvedendo alla copertura alternativa degli oneri - si legge nella relazione tecnica al bilancio - mediante un corrispondente utilizzo dell'avanzo derivante dai trasferimenti statali di precedenti esercizi".
Il documento comprende anche la soppressione delle unità previsionali di base intestate a uffici speciali non più operativi, l'istituzione della nuova Upb relativa all'ufficio speciale per il coordinamento e il monitoraggio delle autorizzazioni regionali istituito con delibera dall giunta regionale e l'istituzione della rubrica intestata all'Ispettorato regionale tecnico. Nel complesso, scrivono Bianchi e Pisciotta, "le variazioni hanno determinato un netto miglioramento del risparmio pubblico che è passato da un risultato negativo di 23,845 mln a un risultato positivo di 856,716 mln". "Resta immutato - proseguono Bianchi e Pisciotta nella relazione tecnica al bilancio - il saldo netto da impiegare, pari a 233,090 mln, mentre risulta leggermente peggiorato l'accrditamento netto che passa da 254,060 mln a 245,660 mln (differenza 8,4 mln). Il ricorso al mercato per effetto della vigente normativa resta fissato in 72,408 mln; in merito va evidenziato che la volontà del governo regionale è quella di rivedere l'ammontare dell'indebitamento".

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