Palermo, figlia non vuole lavorare: revocato assegno di mantenimento

Lo ha sancito la Corte di Cassazione giudicando la controversia di una coppia divorziata del capoluogo isolano

PALERMO. L'assegno di mantenimento per il figlio maggiorenne può esser revocato se il giovane rifiuta il lavoro. Lo ha sancito la Corte di Cassazione giudicando la controversia di una coppia divorziata di Palermo. Con l'ordinanza 7970 del 2 aprile scorso - resa nota da Italia Oggi - i giudici hanno respinto il ricorso di una donna che si opponeva alla revoca dell'assegno di mantenimento in favore della figlia 37enne. Il padre si era rifiutato di continuare a erogare gli alimenti per la figlia che rifiutava offerte di lavoro in quanto, a suo dire, non coincidevano con le sue aspirazioni.
La Cassazione ha sottolineato che «ai fini dell'esonero dell'assegno per il figlio maggiorenne, è necessario che il mancato svolgimento di attività lavorativa dipenda da inerzia o rifiuto ingiustificato».

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