Formazione, a rischio 3.551 lavoratori negli enti

Secondo Cgil e Flc Sicilia c'è "incapacità dell'esecutivo di governare la crisi, di intervenire su procedure e tempi dei pagamenti che per quanto riguarda gli enti si protraggono anche fino a 5 anni, cosa che ha messo in crisi innanzitutto quelli sani, con le conseguenze immaginabili sui lavoratori"

PALERMO. Sulla formazione professionale «l'azione del governo regionale è opaca e incerta; è stato abbandonato un percorso di rinnovamento avviato col precedente governo, in assenza però di un altro progetto, con un salto nel buio che sta gettando nel caos il sistema e che rischia di produrre licenziamenti a raffica». Lo sostengono Cgil e Flc Sicilia, che hanno tenuto oggi una conferenza stampa, contestando iniziative e dichiarazioni dell'assessore regionale  e del presidente della Regione e presentando la loro piattaforma per la riforma del settore, sulla quale chiedono il confronto. «Da anni ci battiamo per il rinnovamento, la messa in trasparenza e l'efficienza del settore - ha detto Giusto Scozzaro, segretario generale della Flc Cgil Sicilia - e contro qualunque forma di malaffare e di clientelismo. Al presidente della regione chiediamo adesso di prospettarci un percorso credibile». Secondo i conti della Flc sono 3.551 i lavoratori della formazione professionale che rischiano il licenziamento a partire da giugno a causa «dell'incapacità dell'esecutivo - ha sostenuto Scozzaro - di governare la crisi, di intervenire su procedure e tempi dei pagamenti che per quanto riguarda gli enti si protraggono anche fino a 5 anni, cosa che ha messo in crisi innanzitutto quelli sani, con le conseguenze immaginabili sui lavoratori».

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