Niscemi, cagnolino ritrova la padrona

Identificato col microchip. «Leopoldo», smarrito a Piazza Armerina, è stato ritrovato nella scuola media «Verga»

NISCEMI. Leopoldo è un vivace cagnolino nero e bianco di tre anni, un meticcio dolcissimo coccolato da Chiara, una bambina di Piazza Armerina di 10 anni. Chiara non ha dormito e mangiato per 24 ore dopo che il suo «fratellino a quattro zampe» martedì pomeriggio era sparito da casa. Ma ieri mattina è successo un piccolo «miracolo». Leopoldo, inspiegabilmente, è stato trovato a Niscemi e adottato da un'intera classe di ragazzi di scuola media. Ora sul volto di Chiara, che è stata avvisata del ritrovamento del suo piccolo amico, è ritornato il sorriso. La disavventura a lieto fine di Leopoldo è caratterizzata anche da un piccolo giallo. Non si capisce, infatti, come il meticcio sia potuto arrivare da Piazza Armerina a Niscemi, coprendo la distanza di circa 35 chilometri. Il commissario di Polizia municipale, Filippo Gentile, e l'ispettore Giuseppe Alberto Parisi, intervenuti dopo la chiamata ricevuta dalla scuola media «Giovanni Verga» (dove ieri mattina, all'ora della ricreazione si era intrufolato il cagnolino), avanzano un'ipotesi: che il meticcio, smarritosi nelle campagne della Città dei Mosaici, possa essere stato raccolto da un automobilista che l'ha portato a Niscemi, ma che subito dopo si è disfatto del cagnolino, lasciandolo nei pressi della scuola Verga. Gentile e Parisi, tramite il lettore del microchip, hanno rilevato i dati dell'animale, di cui sono risaliti alla proprietaria, la professoressa Orietta Falcone, grazie alla ricerca nel suo data base operata dalla veterinaria Carla Fragale. Il cagnolino, in attesa che arrivino i suoi padroni, è stato preso in cura da Silvia Millitarì, docente della media Verga. «Appena avuta telefonicamente la notizia del ritrovamento di Leopoldo - ha detto Orietta Falcone - sono uscita da un incubo. Ho subito contattato la mia bambina che era caduta in una forma di profonda angoscia. Chiara si trovava a scuola e lì con i suoi compagni e la maestra hanno fatto festa». La storia di Leopoldo, il meticcio che ha potuto tornare a casa solo grazie al microchip inserito sotto la sua pelle, farà parte di un progetto di legalità, che la scuola media Verga, in collaborazione con la scuola media di Mirabella Imbaccari (dove insegna la professoressa Falcone), avvieranno per diffondere l'utilizzo del microchip fra tutti coloro che hanno in casa un amico a 4 zampe.

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