Alberghi in affanno: in calo presenze e fatturato

Il vice presidente dell’Ente bilaterale del turismo: gli introiti, nel 2012, segnano una diminuzione del 29%. Cresce il numero di stranieri, ma in totale c'è una diminuzione di visitatori del 6%

PALERMO. Anche i ricchi «piangono» nei tempi di una crisi che sembra non risparmiare nessuno. Nemmeno i grandi alberghi della catene di lusso, quelli sinonimo di garanzia. E se i «piccoli» sono costretti ad alzare bandiera bianca e chiudere le porte, per gli altri si apre una nuova quanto imprevista (fino a qualche anno fa) prospettiva: ovvero l’apertura stagionale. Lo ha fatto lo splendido Villa Igiea, del gruppo Acqua Marcia Caltagirone, che ha riassunto i 60 dipendenti che dal primo marzo sono nuovamente in servizio. La stagione si chiuderà ad ottobre, i dipendenti si chiedono cosa accadrà dopo. Nelle ultime riunioni, lo scorso anno, il gruppo aveva già annunciato la possibilità di trasformazione del contratto da tempo indeterminato full time a tempo determinato full time, con una media di sette mesi all'anno di lavoro. Gli esperti, però, non sono ottimisti: il tempo indeterminato, anche e soprattutto in questo settore, è destinato a sparire. Apertura dunque con tappe stabilite e non 12 mesi l’anno. Dopotutto, i dati forniti nella trasmissione «Ditelo a Rgs» da Giuseppe Cassarà, vice presidente dell’Ente Bilaterale Turismo, parlano da soli: un fatturato che nel 2012 segna un drammatico -29%, presenze e arrivi al -6% (italiani al -7%), con l’unica consolazione di un aumento (+2%) di presenze straniere lo scorso anno. Altri dati sul Giornale di Sicilia in edicola.

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