Dirigenti Ars, top secret i libri-paga

La legge sulla trasparenza varata dal Parlamento siciliano riguarderebbe tutti gli enti legati alla Regione tranne il Parlamento stesso. Paradosso di un'Assemblea che può permettersi di non pubblicare sul sito internet i nomi dei circa quaranta dirigenti a libro paga e relativi compensi

PALERMO. La legge sulla trasparenza varata dal Parlamento siciliano riguarderebbe tutti gli enti legati alla Regione tranne il Parlamento stesso. Paradosso di un'Assemblea che può permettersi di non pubblicare sul sito internet i nomi dei circa quaranta dirigenti a libro paga e relativi compensi, così come invece puntualmente fatto da ogni dipartimento regionale.
La norma in questione, spiegano Dario Matranga e Marcello Minio, segretari generali del Cobas/Codir, «è la numero 15 approvata nel 2011 per pubblicare on line il bilancio, la spesa per il personale, la retribuzione accessoria, i curricula dei dirigenti e dei soggetti esterni che abbiano incarichi. L'Ars -chiedono i sindacalisti - deve essere inserita tra i soggetti pubblici che hanno questi obblighi. Mantenere questa inaccettabile differenza significa delegittimarla davanti agli occhi dei cittadini».
Insomma, Palazzo d'Orleans batte Palazzo dei Normanni nella sfida sulla trasparenza ma il presidente della Regione, Rosario Crocetta, annuncia un'altra battaglia: quella per equiparare attraverso una legge gli stipendi dell'Assemblea a quelli della Regione. L'Ars riceve ogni anno circa 162 milioni all'anno di trasferimenti regionali, di cui 40 milioni servono a pagare il personale. Nel mirino del governo è finito in particolare il segretario generale dell'Assemblea, Giovanni Tomasello, che guadagnerebbe più del triplo del suo pari grado di Palazzo d'Orleans, Patrizia Monterosso: 13.145 euro netti al mese contro i circa 4.300 euro. Si tratta degli stipendi di base, pubblicati sui siti internet di Regione e Ars. Ma se Palazzo d'Orleans ha inserito anche posizioni variabili, indennità di risultato e altre voci che portano lo stipendio della Monterosso a quasi 200 mila euro, Palazzo dei Normanni ha pubblicato solo gli stipendi tabellari delle varie figure in servizio.
Si va dall'assistente parlamentare, che percepisce di base 1.530 euro netti al mese, fino ai 3.097 euro di un consigliere parlamentare che possono giungere a 9.257 con un'anzianità di 24 anni. Sono queste figure, spiegano dagli uffici dell'Ars, a svolgere in certi casi il ruolo di dirigente. In tutto queste figure apicali sono una quarantina su 240 dipendenti circa. Per loro compensi di base che arrivano a 120 mila euro l'anno, «mentre i dirigenti regionali - spiegano dagli uffici del Personale - al massimo, comprese tutte le indennità e i premi di risultato, possono arrivare a 90 mila euro».
Dal canto suo, il presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone, assicura il massimo impegno nella lotta per incrementare i risparmi ed evitare sprechi: «Il bilancio di questa Assemblea - ha detto ieri in Aula - è già di 10 milioni di euro inferiore al precedente, con un taglio di circa il 7 per cento. Abbiamo effettuato un milione di euro di tagli al personale in servizio, il personale assunto dal primo gennaio 2013 ha un livello di stipendio inferiore del 20% rispetto ai loro pari grado più anziani, sono state ridotte le posizioni apicali e il numero degli uffici interni». E ancora, prosegue Ardizzone, «sono state tagliate 3 auto blu, la prossima settimana il consiglio di presidenza si determinerà sulla soppressione del call center, sono stati rivisti al ribasso la maggior parte dei contratti di fornitura di servizi in essere ed è in discussione la contrazione della pianta organica».

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