I grillini siciliani ora vogliono i Comuni

Completato l’elenco dei 142 luoghi da mandare al voto il 26 e 27 maggio, scatta la corsa. «Non ci presenteremo ovunque - anticipa il capogruppo all’Ars, Giancarlo Cancelleri - ma l’obiettivo è eleggere quanti più sindaci possibile»

PALERMO. Completato l’elenco dei 142 Comuni da mandare al voto il 26 e 27 maggio, scatta la corsa. E questa volta i grillini giocano per il risultato grosso: «Non ci presenteremo ovunque - anticipa il capogruppo all’Ars, Giancarlo Cancelleri - ma l’obiettivo è eleggere quanti più sindaci possibile».

Il primo test di governo, nei piani dei 5 Stelle, sarà nelle amministrazioni locali. È l’evoluzione del movimento che è già riuscito a condizionare la Regione e spera di poter fare altrettanto con Palazzo Chigi. «Ovunque abbiamo un circolo - spiega Cancelleri - proveremo a individuare una candidatura. Ma sarà il gruppo locale a decidere in autonomo. Non è detto che si facciano le primarie». I primi nomi di possibili candidati sindaco del Movimento 5 Stelle arrivano dalla Sicilia orientale: a Ragusa dovrebbe toccare all’ingegnere Federico Piccitto ed Eugenio Bonifacio, altro ingegnere, punta su Comiso (ma c’è anche l’opzione Salvatore Corallo, imprenditore). A Ragusa Nello Dipasquale, ex Pdl e fondatore di uno dei movimenti avvicinatisi a Crocetta, ha già ufficializzato di scommettere su Giovanni Cosentini mentre il Pdl potrebbe fare per la prima volta nella sua storia le primarie, così come farà il Pd. Le Amministrative di primavera, in mezza Sicilia, saranno un test politico. E le sfide più accese si annunciano a Catania e Messina. Alle falde dell’Etna il centrodestra di nuovo unito dovrebbe sostenere l’uscente Raffaele Stancanelli (forte anche del feeling con Lombardo) anche se da qualche giorno si parla di un outsider interno: la costituzionalista Ida Nicotra, vicina al coordinatore del Giuseppe Castiglione. Il Pd dovrebbe puntare su Enzo Bianco, che però vorrebbe un’investitura unitaria (cioè senza primarie) ma deve fare i conti con la prospettiva che Crocetta e il suo Megafono lancino il magistrato Marisa Acagnino. I grillini sceglieranno fra la precaria della scuola Lidia Adorno e il giovane Alessandro Zappulla.

Il presidente della Regione ha più volte avvertito il Pd che «dalla scelta dei candidati passano le chances di vittoria. E devono essere candidati di rottura». E così a Messina Palazzo d’Orleans potrebbe schierare l’avvocato Aurora Notarianni o Antonio Presti, il mecenate che era secondo in lista per il Senato. In riva allo Stretto il Pd ha già tanti candidati. Si fanno i nomi dei bersaniani Giuseppe Grioli (segretario cittadino) e Giuseppe Calabrò, del renziano Francesco Palano Quero e di Liliana Modica che ha sfiorato l’elezione al Senato. Il Pdl non ha ancora individuato papabili.
A Siracusa, altro grande centro al voto, Crocetta potrebbe lanciare l’archeologa Maria Rita Sgarlata. Mentre il Pdl lavora alla candidatura dell’ex assessore Mariella Muti e il Pd dovrebbe scegliere attraverso le primarie uno fra Giancarlo Garozzo r Fabio Moschella. Ma si tratta ancora di primi nomi. Le trattative fra i partiti, forti anche del rinvio delle Provinciali, partiranno solo dalla prossima settimana.

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