Miccoli: "Rinnovo vicino, sono contento"

Il capitano del Palermo ha confermato le parole di ieri del presidente Zamparini a proposito del contratto del numero 10. "Mi sono guardato intorno e c'erano diverse squadre. Quando si tratta del Palermo, però, viene azzerato tutto e si ricomincia"

PALERMO. «Sicuramente sono contento, ne stiamo parlando, stiamo trattando, poi ancora non ho firmato ma posso dire che ci sono stati passi in avanti sia da una parte che dall'altra, non dovrebbe mancare tanto. È una situazione particolare, è l'ultima cosa adesso». Lo ha detto il bomber del Palermo, Fabrizio Miccoli, oggi in conferenza stampa. Ieri il presidente Maurizio Zamparini aveva detto che il mancato rinnovo era stata una scelta strategica per avere un Miccoli più motivato. «Zamparini è il presidente - ha detto l'attaccante -, fa le sue scelte, io faccio le mie scelte. Più motivato? No, assolutamente no. Ho analizzato altre situazioni, sono realista con me stesso, ho voglia di giocare altri due anni e poi basta. Mi sono guardato intorno e c'erano diverse squadre. Quando si tratta del Palermo, però, viene azzerato tutto e si ricomincia».

È la partita dell'anno, la partita della vita. Quella di sabato prossimo non sarà una gara come le altre, lo sa bene Fabrizio Miccoli, pronto a rientrare tra i titolari contro il Genoa dopo la squalifica e l'influenza. «È normale che tutto dipende da sabato, sarà fondamentale vincere - ha spiegato in conferenza stampa - Sabato ci giochiamo la vita, ci giochiamo un anno, basta pensare quello per fare capire quanto conta questa partita. Ai tifosi posso chiedere di continuare come hanno sempre fatto, ma mi metto nei loro panni e capisco che non c'è più l'entusiasmo di una volta. Sicuramente quello che ho visto con Atalanta, con la Lazio, lo stadio era pieno. Sabato è la partita dell'anno, non penso che non verranno». Miccoli ha analizzato l'annata maledetta. «Da quando gioco a calcio non ho mai visto una situazione come la nostra - ha detto -, abbiamo perso almeno 10 punti negli ultimi minuti. Abbiamo preso un gol a Cagliari ingiustamente, io non ho detto niente, ho avuto un gesto di stizza ma non era nei confronti di nessuno. Ho detto che mi stavo giocando il campionato, ma non ce l'avevo con nessuno. Ci siamo alzati tutti, ho preso due giornate e non capisco perchè». Ma non tutto è perduto, secondo il capitano. «Abbiamo il dovere di crederci - ha ribadito -, poi si guarderà avanti, in una categoria o nell'altra. Dobbiamo crederci fino a quando la matematica non ci condanna». Il problema rimane l'assenza di un progetto a medio e lungo termine. «I problemi societari non fanno bene - ha ammesso Miccoli -, anche il presidente si è preso le sue responsabilità su questa cosa. Ma noi dobbiamo pensare a giocare e basta. È ridicolo dire di chi è la colpa, dobbiamo dare tutto fino alla fine. Vedendo il calendario, io ci credo veramente».

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