Torna viva la pista araba, Zamparini: "Situazione in fase avanzata"

Il presidente del Palermo, oggi in città, ha lanciato un messaggio ai tifosi. "Sogno di creare un altro Paris Saint Germain. Serve l'energia della città da trasmettere alla squadra". E annuncia il rinnovo di Miccoli: "Non è in discussione. Lavoriamo su un biennale"

PALERMO. Altro che mollare. Zamparini non ha intenzione di lasciare il Palermo, qualunque sia il destino sportivo di questa maledetta stagione. Il presidente oggi in città ha chiamato a raccolta i tifosi nel momento più difficile della sua gestione. Ha rilanciato il discorso delle trattative per l’ingresso degli arabi in società. I contatti con Miccoli per un rinnovo che appare a questo punto molto vicino. Insomma, tutti segnali che vogliono lanciare un unico messaggio alla tifoseria. Ovvero quello di stare vicino alla squadra, Zamparini non molla Palermo.
PALERMO-ARABI, FASE AVANZATA. Non solo calcio. Sulla "questione araba", Zamparini registra una significativa accelerata, aiutata anche dall’apporto del sindaco, Leoluca Orlando. «Siamo in una fase avanzata, in cui mi sta aiutando anche Orlando. Questi investitori vogliono investire su Palermo e sulla Sicilia e non solo sul calcio. Nei prossimi 15 giorni è prevista una visita in Bahrain, alla quale dovrebbe partecipare anche Orlando. Sogno di fare del Palermo un altro Paris Saint Germain, magari più economico. Ma state tranquilli. Il futuro è anche senza arabi e anche se dovessimo andare in Serie B. Noi stiamo andando avanti con tutto, col centro sportivo e con lo stadio. Il Palermo non è il Venezia, solo io potevo fare la pazzia di fare calcio in quella città».
"TIFOSI, STATECI VICINO: I FISCHI NON SERVONO". L’obiettivo della visita in città del presidente, nella settimana della decisiva sfida salvezza contro il Genoa, però è anche quello di chiedere il sostegno dei tifosi, «affinché riempiano lo stadio con la convinzione di poter vincere e non con rassegnazione prima del calcio d’inizio. Questo è un momento cruciale della mia vita a Palermo e di tutta la squadra. Io mi aspetto grande aiuto dalla città, perché il Palermo non è mio, ma dei tifosi e della città. C'è bisogno di affetto, non dei fischi, dell'energia positiva di tutti che può fare raggiungere risultati insperati. Abbiamo bisogno di gente che ci creda. Per il futuro, inoltre, ho incaricato i miei collaboratori di coinvolgere di più i tifosi affinché diventino protagonisti nella vita quotidiana della squadra».
"RINNOVO DI MICCOLI STRATEGIA PER STIMOLARLO". Altro importante segnale è l’imminente rinnovo di Fabrizio Miccoli. Il tira e molla tra giocatore e società in questa stagione non ha prodotto effetti positivi. Oltre a un segnale ai tifosi, questo è un gesto teso a stimolare il capitano in questa impresa disperata che si chiama salvezza. «Senza Miccoli non ci salviamo. Stiamo lavorando a un biennale, il rinnovo non è in discussione. È anche una strategia per avere Miccoli al cento per cento. In questo modo ha ritrovato l’entusiasmo di fare il capitano».
"ATALANTA E PESCARA, ERRORI CRUCIALI". Il presidente rosanero, in conferenza stampa a Boccadifalco, ripercorre anche gli ultimi errori fatti dal Palermo, soffermandosi in particolare su due episodi. «C'è una cosa che non mi sarei mai aspettato. Il punto cruciale è stato non preparare in maniera adeguata due partite fondamentali come quelle con Atalanta e Pescara. Dovevano rappresentare la svolta del campionato. Comunque, non voglio più guardare indietro e spero di cominciare da sabato contro il Genoa un nuovo ciclo, altrimenti sarà davvero dura. Noi abbiamo degli uomini veri in tutti i reparti che possono farci uscire da questo momento. Poi, sono convinto che il Palermo farà grandi partite contro le big e credo che qualcuna la vincerà anche. Ma se fossi sicuro che questa squadra non avesse bisogno dell'appoggio dei tifosi, non sarei oggi qui a parlare».
"GASPERINI, GESTIONE SBAGLIATA. LO MONACO? NON SI LAVORA PER SE STESSI". In conclusione, Zamparini ne ha per chi ha rappresentato il recente passato, ovvero Lo Monaco e Gasperini. Sulla mancanza di serenità sbandierata da Rios nei giorni scorsi, ecco la risposta del presidente. «Mancanza di serenità quando c'era Lo Monaco? Io credo che il problema fosse Gasperini. Non è il direttore a gestire la squadra, ma l'allenatore. Non era il tipo da farsi mettere i piedi in testa e inoltre sono stati ghettizzati sei-sette giocatori che sono stati messi da parte. Ho chiesto ad esempio scusa a Viola per il trattamento che ha ricevuto. La separazione da Lo Monaco? Gli ho scritto che per me è uno dei migliori direttori tecnici, ma gli ho detto anche che non voglio gente che lavora per se stessa. Lui ha fatto lo stesso errore che ha fatto Rossi. Il Palermo deve essere al centro di tutto».

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