Regione, scompare un ente fantasma

La Regione chiuderà l’Arsea, agenzia regionale che si occupa di erogare pagamenti e servizi agli agricoltori. Per espletare questi compiti siglerà un’intesa con l’Agea, organismo equivalente che opera a livello nazionale. Secondo l’assessorato regionale alle Risorse agricole, guidato da Dario Cartabellotta, il risparmio sarà di circa due milioni

PALERMO. Addio ente fantasma. La Regione chiuderà l’Arsea, agenzia regionale che si occupa di erogare pagamenti e servizi agli agricoltori. Per espletare questi compiti siglerà un’intesa con l’Agea, organismo equivalente che opera a livello nazionale. Secondo l’assessorato regionale alle Risorse agricole, guidato da Dario Cartabellotta, il risparmio sarà di circa due milioni di euro all’anno considerato che la nuova struttura dovrebbe funzionare all’interno dell’assessorato e sarà potenziata da personale statale. Per l’Arsea, invece, erano previste due sedi, un presidente da 150 mila euro all’anno e una pianta organica da 90 dipendenti tra cui cinque autisti.

«Abbiamo avviato un’interlocuzione con Agea – conferma Cartabellotta – ed entro i primi di marzo formalizzeremo l’accordo. Seguiremo il modello virtuoso applicato ad esempio in Umbria e Friuli, che consente di evitare un aumento dei costi e la duplicazione delle funzioni». Si chiuderà così uno dei casi più eclatanti di sprechi e malaburocrazia. Queste agenzie di pagamento regionali erano state istituite sette anni fa per migliorare i servizi locali per gli agricoltori, che in precedenza erano affidati a un organismo nazionale, l’Agea.

In Sicilia, però, l’Arsea non ha mai visto la luce. Nata nel 2006, non ha mai istituito alcuna pratica ed è rimasta una sorta di scatola vuota, con due sedi a Palermo e Catania e un dirigente generale da 150 mila euro all’anno a capo del nulla: la pianta organica, infatti, che prevedeva 90 dipendenti, non è stata mai riempita. Anche nel resto d’Italia le cose non sono andate bene e diverse Regioni hanno bocciato queste agenzie locali, che sarebbero pure finite nel frattempo nel mirino della Corte dei Conti per un presunto aumento dei costi.

In Sicilia, però, l’ex presidente Raffaele Lombardo ha tentato in ogni modo di avviare il «carrozzone». Prima nominando un direttore generale, Ugo Maltese, poi pubblicando degli atti di interpello per reclutare il personale, andati a vuoto. Da qui le prime polemiche per i ritardi e il costo in bilancio di 800 mila euro per una struttura non funzionante.
A nulla sono valse le rassicurazioni del governo sull’intenzione di tagliare l’ente: a sorpresa, lo scorso mese di giugno Lombardo ha incaricato a capo della struttura Claudio Raciti, già agronomo della sua famiglia e ha pubblicato un nuovo atto di interpello per reclutare il personale.

Il dirigente ha sempre difeso la struttura sostenendo che fosse «fondamentale per assicurare i pagamenti a 300 mila imprese»», ma il nuovo presidente della Regione, Rosario Crocetta, sin dal suo insediamento ha annunciato l’intenzione di cancellare l’ente.
Così, dopo che anche il Pdl è sceso in campo per abolire l’Arsea, lo scorso 16 gennaio l’Ars ha votato una mozione impegnando l’assessore Cartabellotta a discutere entro un mese, con Roma, la possibilità di trovare un’alternativa per risparmiare.
Risultato che sarebbe stato raggiunto nei giorni scorsi: «Miglioreremo il servizio – spiega l’assessore – accelerando ad esempio i pagamenti e facilitando l’accesso alle pratiche. La struttura sorgerà presso l’assessorato e sarà in linea con le politiche di spending review. Entro un mese dovrebbe essere realtà».

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